I cantieri aperti del laboratorio piceno

8 07 2009

PICENO AL MASSIMO

L’associazione Piceno al Massimo invita a partecipare per discutere e progettare insieme nell’ambito della due giorni di convegno/seminario “Laboratorio piceno: Cantieri Aperti“, in programma venerdì 17 e sabato 18 luglio a Grottammare, presso il Giardino comunale in Via Marconi (in caso di pioggia: Sede del Municipio).

Sono previsti tavoli di lavoro su:

- Pensiero critico, cultura, innovazione;

- Nuova economia e futuro di qualità;

- Solidarietà e welfare innovativo.

PROGRAMMA

Venerdì 17 luglio

ore 18 Registrazione dei partecipanti

ore 18,30 “Gli orizzonti e le esperienze” interventi introduttivi di Olimpia Gobbi, Giulio Marcon, Massimo Rossi e Pierluigi Sullo

ore 20 cena buffet

ore 20.30-23 “Il cantiere” gruppi di lavoro sui tre campi tematici selezionati

Sabato 18 luglio

ore 16 “Il cantiere” continuazione dei gruppi di lavoro

ore 18 “Il punto e gli impegni” assemblea plenaria fra tutti i gruppi di lavoro, discussione sulle prospettive del progetto comune e definizione delle proposte operative

ore 20 cena finale con prodotti tipici della Filiera corta

Interverranno e coordineranno i tavoli di lavoro:

- Paolo Cacciari, esperto di politiche ambientali, già parlamentare ed assessore all’ambiente nel Comune di Venezia

- Giulio Marcon, uno degli inventori e degli animatori della campagna “Sbilanciamoci”, finalizzata ad individuare nuove vie per lo sviluppo sostenibile

- Andrea Morniroli, responsabile di “Cantieri sociali” e consulente del Ministero solidarietà sociale

- Pierluigi Sullo, giornalista e direttore del settimanale “Carta”

Sono invitati: tutte le persone interessate; in particolare le associazioni culturali e sociali, i produttori, gli agricoltori biologici, gli operatori turistici, i ricercatori, gli insegnati, gli artisti, gli amministratori locali già impegnati nella realizzazione di progetti riguardanti i temi proposti o intenzionati ad avviarne e, comunque, aperti a condividere e a mettersi in rete.

INFO

L’iniziativa è completamente autofinanziata dai partecipanti. Il costo delle cene è rispettivamente di 12 e 16 euro.

Per ragioni organizzative è gradita la comunicazione della partecipazione al numero 320.4395338.

Per prenotazione alberghiera telefonare al numero 320.4395338.

Sono disponibili schede introduttive ai campi tematici riguardanti i tavoli di lavoro (olimpia.gobbi@libero.it).

www.picenoalmassimo.org





Una giornata senza frontiere

1 07 2009

BELGIUM-IMMIGRATION-HUNGER-STRIKE

E’ dal 2 all’11 luglio che in tutta Italia i movimenti hanno annunciato le giornate di contestazione al prossimo vertice del G8. Un percorso di mobilitazione diffusa in tutto il paese dove le comunità in resistenza contro la crisi e la precarietà, la devastazione e la speculazione possano prendere la parola e riaffermare l’autodeterminazione sulle decisioni che riguardano il proprio futuro. Un percorso di solidarietà con le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma che in quei giorni protesteranno contro la militarizzazione della gestione dell’emergenza e per un progetto di ricostruzione sociale dal basso.

Anche i movimenti sociali marchigiani saranno protagonisti della contestazione anti G8: le Comunità Resistenti lanciano per giovedì 9 giugno ad Ancona la giornata di mobilitazione nelle Marche. Una Giornata Senza Frontiere, un giorno per riappropriarci dello spazio negato del porto, da sempre luogo di incontri e socialità, perchè ritorni ad essere un bene comune della città.

Nel porto di Ancona ogni giorno si violano i più elementari diritti umani, si nega sistematicamente il diritto di asilo. Ogni giorno, profughi e richiedenti asilo, uomini e donne che fuggono dall’Afghanistan e dall’Iraq, dai paesi martoriati dalla guerra, vengono direttamente respinti dalla polizia di frontiera e reimbarcati nel viaggio di ritorno verso l’inferno del campo profughi di Patrasso. Uomini e donne come Amir, che ha incontrato la morte schiacciato dal tir dove aveva trovato rifugio.

Facciamo appello a tutta la cittadinanza, ai precari e agli studenti, ai migranti, alle associazioni e alle singole soggettività per costruire insieme una Giornata Senza Frontiere, per dire basta alla vergogna dei respingimenti, per liberare il porto dalle barriere e dalle gabbie dove si infrangono i desideri di libertà di centinaia di sans papiers. Una Giornata Senza Frontiere per rivendicare l’indipendenza e l’autonomia delle comunità che resistono al razzismo e ai dispositivi autoritari, aprendo le porte d’oriente alla libertà e ai diritti.

Il percorso di mobilitazione inizia con la partecipazione alla giornata dell’indipendenza di Vicenza contro la base militare Dal Molin (tel. 338.1847304 - info@glomeda.org).

Giovedì 9 luglio la Giornata Senza Frontiere prenderà inizio con il concentramento della manifestazione alle ore 19 in Piazza Roma ad Ancona.

tel. 320.1181725 – info@glomeda.org

www.glomeda.org - www.globalproject.info





Cambiale in bianco

1 07 2009
 
A stretto giro di posta la riconversione della ex Sadam di Campiglione tornerà al centro del dibattito pubblico. Credo sia quindi opportuno pubblicare questa lettera, inoltrata da AltreMarche. Come vuole la buona creanza, meglio prevenire…

 

Dopo un lungo periodo di silenzio da parte delle istituzioni e dell’azienda sulla problematica della riconversione Sadam, non vorremmo che, passata la “prudenza” pre-elettorale, si cerchi oggi di dare una brusca accelerata da parte del Sindaco e dell’amministrazione comunale per chiudere entro luglio la partita della sottoscrizione dell’accordo.

Pertanto, portiamo a conoscenza la cittadinanza ed i consiglieri comunali tutti di una notizia che ci viene segnalata dagli amici del comitato di Castiglion Fiorentino, anch’essi membri del Coordinamento dei Comitati ex Sadam insieme a noi ed ai comitati di Fermo e Russi.

A Castiglion Fiorentino l’accordo di riconversione è stato siglato il 10 dicembre 2007. Da tale data, le opinioni degli enti sottoscrittori dell’accordo sembrerebbero molto cambiate, e sembra si stia cercando di tornare indietro dall’accordo. Ad esempio possiamo leggere i seguenti articoli (Fonte: ArezzoNotizie)

L’impegno dei candidati alla provincia per il no alla centrale

(http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=66565&Itemid=2)

Riconversione area ex zuccherificio – Clamoroso voltafaccia a Castiglion Fiorentino

(http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=64569&Itemid=2)

 

Alla luce di tutto ciò, lo scorso 3 giugno 2009 l’ingegner Raimondo Cinti, amministratore delegato di PowerCrop (la società del gruppo Maccaferri che dovrebbe costruire anche la centrale a biomasse di Jesi) ha “ricordato” al Sindaco di Castiglion Fiorentino che………..

“Le firme con cui si sottoscrivono i protocolli e gli accordi, come quello stipulato presso il Ministero dell’Agricoltura il 10 dicembre 2007 per la riconversione, sono atti vincolanti per chi appone il proprio nome e non dei semplici graffiti nel libro degli ospiti di un museo. Per questo motivo DOBBIAMO (il maiuscolo è nostro, ndr) fare presto. Ricordo che il documento finale fu sottoscritto dai rappresentanti istituzionali di Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, dai sindacati, Sadam e Powercrop.”

(Fonte – ArezzoNotizie)

Riteniamo che le parole dell’Ing.Cinti di poche settimane fa a Castiglion Fiorentino possano fungere da monito anche per i nostri amministratori jesini, soprattutto per quelli che, favorevoli alla firma dell’accordo, hanno nei mesi passati dichiarato più o meno esplicitamente che la firma dell’accordo di riconversione non avrebbe un carattere vincolante e che, anche dopo la sottoscrizione dell’accordo, in qualsiasi momento si potrebbe tranquillamente intervenire per “tornare indietro”.

Ne vorremmo ricordare due fra i più “rappresentativi”: il Sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi e il neo-assessore regionale Fabio Badiali.

Ecco cosa dichiaravano il 3 settembre 2008 ed il 13 dicembre 2008:

Fabio Badiali: PD in festa, Jesi 3 settembre 2008 [1]

“(…) perché la firma che il Comune, (…) poteva essere anche fatta quella firma perché non c’avrebbe nessuna valenza se poi non c’è il progetto esecutivo. Questo lo dimostra Fermo (…) Castiglion Fiorentino ha fatto la stessa cosa perciò su questa qui non c’è nessun problema”

Fabiano Belcecchi: Consiglio Comunale del 13 Dicembre 2008 [2]

“(…) e anche lo stesso accordo di riconversione stessa non predetermina alcuna ricaduta diretta e immediata senza la possibilità d’intervento e da parte dell’amministrazione comunale e da parte dello stesso consiglio comunale”

 

Oggi, dopo le parole di Cinti a Castiglione, penso sia a tutti più chiaro ciò che fin dal primo giorno abbiamo chiamato “la cambiale in bianco”.

Vorremmo umilmente aiutare tutti a comprendere che cosa potrebbe voler dire firmare un accordo di riconversione senza la presentazione di un progetto, che cosa potrebbe rischiare il nostro Comune nel momento in cui volesse tornare indietro, come successo per altre riconversioni Sadam, dove, nel momento in cui sono state “tirate fuori le carte”, Sindaci e/o Enti locali hanno annunciato di volerne “uscire fuori”.

NESSUNA LEGGE OBBLIGA IL NOSTRO SINDACO A FIRMARE SENZA LA PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO !!!!!!!

Al contrario, la “diligenza del buon padre di famiglia” che dovrebbe contraddistinguere l’ azione di un politico, obbligherebbe a evitare senza indugi di correre un rischio del genere.

Pensate, cittadini jesini e della Vallesina, che cosa potrebbe voler dire, dopo la firma di Belcecchi sulla “cambiale in bianco”, una richiesta di risarcimento da parte di Sadam per non poter più realizzare degli impianti su cui avrebbe dovuto incassare 375 milioni (vale la pena ricordarlo… di contributi pubblici) di euro.

Cosa faremo, chiuderemmo asili e privatizzeremmo servizi fondamentali ?

Marco Gambini-Rossano

Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina





MR PORCUPINE & MR GOAT

25 06 2009

fantasma Di Ruscio

Neanche il Ddl sulle intercettazioni riesce a fermare la Gazza Ladra. A giochi fatti (e fichi novi), è tempo di ricominciare a beccare. Notizie, naturalmente. E quale miglior occasione del primo Consiglio Comunale di Fermo post elezioni provinciali? La Sala dell’Aquila all’interno del Palazzo dei Priori, riaperta dopo un restauro, ospita umori contrapposti. E il fantasma di Di Ruscio.

Se l’opposizione gongola per la vittoria di Cesetti e soprattutto per il rovesciamento nel capoluogo, il lutto dei consiglieri di maggioranza arriva a travalicare il grottesco. Tanto che qualcuno, su quelle sedie, proprio non riesce a restare seduto.

Tra i banchi, Mr Porcupine è in piena ebollizione: borbotta all’invito del consigliere di minoranza Benni di dedicare un saluto (negato) al neo eletto presidente della Provincia. E richiama all’ordine persino un frastornato presidente del Consiglio Comunale, preoccupato più dai fotografi che dalle aritmie cardiache dei suoi.

L’arrivo di Mr Goat tra il pubblico alimenta lo stato di esaltazione di Mr Porcupine. Superato l’ostacolo Dionea (catatonico come non mai…) e schivata la salma di Zaccarelli, è tempo di una riflessione pacata sull’esito delle urne e sulle fibrillazioni del Centrodestra fermano. Mr Goat, dopo una calorosa stretta di mano, si apre spiritualmente al suo interlocutore.

Quelli che seguono sono soltanto alcuni estratti. Il resto immaginatelo voi.

Mr Goat = “Quissu (Di Ruscio…) m’ha rotto li cojoni! Non ce stò più a fà stì juchitti per issu!”

Mr Goat = “Non me posso mica rovinà la vita per Di Ruscio!”

Mr Goat = “Ammò basta famme fà le figure de mmerda!”

Mr Goat = “Lui (Di Ruscio…) non capisce, deve pijà solo li schiaffi!”

Mr Porcupine = “Ignoralo!”

Mr Goat = “Quissu non ha capito che c’ha li jorni contati”

Mr Goat = “Je s’ho detto (a Di Ruscio…): Sindaco devi dire le cose vere… Sindaco un par de cojoni! Ma vatte a fa ‘na cura!”

Ogni riferimento a fatti, persone o cadaveri non è assolutamente casuale.





La matrioska fermana

19 06 2009

LA MATRIOSKA FERMANA

L’avevate notato? Negli ultimi mesi abbiamo vissuto più campagne elettorali. In una sorta di matrioska fermana, si sono incrociati i destini di candidati (per libera scelta o imposti manu militari) alla guida della nuova Provincia di Fermo. Entrambe le sponde, con il centro a far da pendolo, hanno vissuto piccole o grandi metamorfosi.

Il centrosinistra è partito da lontano, dallo scontro Offidani-Cesaroni, con dipartita del secondo a giochi fatti. Poi le Primarie dell’8 marzo tra l’ex assessore provinciale e quel Fabrizio Cesetti indicato dai gruppi della sinistra, in movimento dallo scorso ottobre con una campagna di ascolto nel territorio. Quasi ottomila gli elettori che hanno visto nell’avvocato montegiorgese il candidato ideale per l’intero schieramento.

Di Ruscio, messo all’angolo, nel dicembre 2008 ha forzato i tempi, presentandosi con i civici, la Lega Nord e un’Allenza Nazionale già pronta a confluire nel Popolo della Libertà. Lo stillicidio con i vertici forzisti regionali e nazionali dura settimane. Nel frattempo, da Montegranaro, Gianni Basso (con una giunta comunale in piena agonia a causa di rappresaglie intestine) aveva già lanciato diversi segnali. E le prime stilettate rivolte al sindaco di Fermo. Le riunioni nel capoluogo regionale, sul finire dell’inverno, non avevano portato consiglio al centrodestra fermano. Ognuno per la sua strada, l’uno contro l’altro. Oggi le chiamano “incomprensioni”, ma giornali e web trasudano insulti di variegata fattura.

Al balcone delle Provinciali si sono nel frattempo affacciati Patrizia Nicolini e Gaetano Massucci. Due aghi della bilancia, riprendendo una definizione dell’epoca. Ma se per la prima il voto del 6 e 7 giugno si è rivelato poco più di una passerella, per il chirurgo di Monte Vidon Combatte il riscontro ha portato ad uno stravolgimento degli scenari.

La mattina del 15 giugno, dopo l’apparentamento firmato tra Cesetti e Massucci, in redazione qualcuno ipotizza una vittoria di Di Ruscio al ballottaggio. Una coerente corsa in solitaria verso la presidenza, con il nemico Basso relegato tra i banchi della minoranza. Pochi minuti dopo il passo del gambero, con un accordo poco formale – e di modesta sostanza – con il vero bersaglio della sua campagna elettorale: l’ex primo cittadino di Montegranaro.

L’ostilità recondita viene riversata quindi su Massucci, suo malgrado. Che, portafogli alla mano, ringrazia per una visibilità gratuita, stimolata da nebulose diffamazioni.

L’approssimarsi del ballottaggio fa lievitare i toni verso l’alto. Confondendo le ombre. E le matite dentro le cabine. Ma la storia di questi lunghi mesi resta. Basta soltanto rileggerla.





Finalmente qualcosa Di Ruscio

29 05 2009

Gazza Ladra copertina 02_2009 (ridotta)

Ad una settimana dal voto la Gazza Ladra irrompe nuovamente nelle edicole. Un ampio sguardo su candidature, accordi pre (e post) elettorali, salti della quaglia, manifesti ed incontri ravvicinati del terzo tipo. In allegato il dvd della prima edizione del “Bagaglione della Marca“, l’esilarante spettacolo della compagnia Improvvivo che negli ultimi 6 mesi ha registrato sempre il tutto esaurito.

Su Facebook e su Youtube (www.youtube.com/lagazzaladrafm) è inoltre visionabile il filmato realizzato nel mese di aprile durante l’incontro/scontro con i candidati presidente della nuova Provincia, organizzato presso l’agriturismo Casa Vecchia di Lapedona. Assolutamente da non perdere!





Resistenza

27 05 2009





Di pubblica diserzione

26 05 2009
biomasse centrale

FONTE: Post.it su http://www.corrierenews.it

‘Da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini’. Oggetto: l’Inchiesta Pubblica sull’insediamento nel territorio di Fermo della centrale a biomasse proposta dalla PowerCrop. Mittente: il sindaco della città, Saturnino Di Ruscio, in corsa per la presidenza della nuova Provincia.

Dopo la richiesta di rinvio dell’assemblea pubblica a Santa Caterina, relativa al senso unico, siamo di fronte all’ennesima “proposta” inoltrata dal primo cittadino. Questa volta direttamente ad un tecnico della Regione Marche.

E proprio perchè di un argomento delicato si tratta, l’atto in questione (datato 16 maggio 2009 e riferito al primo appuntamento programmato per il 19 maggio e successivamente rinviato a giovedì 28) appare – questo sì – strumentale. Dopo il pellegrinaggio tra le vallate del territorio della stessa centrale, fino ad un temporaneo avvento in Val d’Ete, siamo di fronte ad una forma di prodigio da campagna elettorale: la diserzione dalle pubbliche responsabilità. Senza colpo ferire. E nel più assoluto oblio.

Le parole inoltrate in redazione da Giovanni Conte, presidente del Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso, tra i più attivi membri del CITASFE (Comitato Intercomunale per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Fermano) e candidato come indipendente per l’Italia dei Valori alle Provinciali del 6 e 7 giugno, ripercorrono parte di una contesto che, settimana dopo settimana, sembra perdere un elemento di trasparenza dopo l’altro. A danno dei cittadini e di quegli operai dell’ex Sadam, sospesi in uno smarrimento (scientificamente?) indotto.

COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito della complessa procedura della Valutazione di Impatto Ambientale alla quale si deve attenere un progetto come questo della Centrale a Biomasse, vi è l’Inchiesta Pubblica. Uno dei momenti fondamentali per decidere se il progetto può proseguire nell’iter del procedimento o se deve essere stoppato e rimandato al mittente perché non assentibile.

L’Inchiesta Pubblica infatti determina l’accettazione dell’insediamento di una industria insalubre sul proprio territorio, da parte della cittadinanza interessata, compatibilmente con le numerose leggi in vigore. Ovviamente, se la volontà popolare è contraria, anche se vi è compatibilità, il progetto non può trovare realizzazione nel sito prescelto. A fronte di queste considerazioni che sono di carattere squisitamente tecnico e procedurale, lascia stupiti la lettera che il sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio ha inviato all’Ufficio competente della Regione perché l’inchiesta pubblica venisse rimandata a data da destinarsi e preferibilmente dopo le elezioni! Molti sono gli interrogativi e le lamentele che i cittadini hanno rappresentato a questo scrivente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso.

Ci si domanda infatti: “Come è possibile che il sindaco abbia preso un’iniziativa del genere senza consultare gli esponenti del Comitato e delle Associazioni i quali avevano già organizzato e divulgato l’incontro in Val D’Ete?” Siamo alle solite, in questa vicenda sembra che a Fermo le decisioni continuano ad essere prese nel chiuso degli uffici!

Il sindaco nella sua lettera, contrariamente a quanto era già stato fatto dai Comitati e di cui non se ne è mai preoccupato, chiede di poter avere più tempo per organizzare al meglio l’evento e darne maggiore diffusione. E adduce anche questa motivazione: “da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini”. L’indignazione per un’affermazione di questo tipo non può essere taciuta! Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una presa di posizione del sindaco, senza che abbia tenuto conto della volontà popolare; appare oltremodo offensivo nei confronti dei cittadini l’affermazione di non volere dare adito a “strumentalizzazioni”, come se la volontà popolare fosse finalizzata solo alla strumentalizzazione elettorale, il fatto invece che Di Ruscio prenda simili iniziative, visto che è candidato alla presidenza della Provincia, non è una strumentalizzazione a danno dei cittadini e del grosso lavoro svolto dai Comitati? Ancora una volta egli sposta tutta l’attenzione su effimere finalità elettorali nel tentativo di non perdere voti, anziché pensare ai contenuti ed alle preoccupazioni di migliaia di famiglie. Appare chiaro infatti che il sindaco teme che in questa fase possa essere respinta per sempre la possibilità di chiudere la vicenda della Centrale a biomasse, è evidente che ha interesse a tirare la questione a dopo le elezioni. Non a caso infatti non ha mai preso posizioni nette, neppure dopo la Delibera di Consiglio Comunale che aveva detto un secco no, anche in quella fase il sindaco era riuscito a far approvare un emendamento che dava margine alle trattative. Per fortuna l’Inchiesta Pubblica invece si farà lo stesso il 28 maggio in Val D’Ete, anche se non sarà certa la presenza del sindaco, visto che contemporaneamente dovrà continuare con l’inaugurazione di qualche altra travagliata infrastruttura.

Giovanni Conte (Presidente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso)

 

 





Chi ha paura muore ogni giorno

25 05 2009

Arriva a Fermo ed a Monterubbiano uno dei protagonisti della lotta alla mafia, uno dei magistrati di quel “Pool” che, con Falcone e Borsellino, ha inferto a “Cosa Nostra” alcuni tra i colpi più duri. Giuseppe Ayala, invitato dall’Istituto fermano per la Storia del Movimento di Liberazione, dall’Istituto comprensivo di Monterubbiano e dall’Associazione “Apertamente” della Val d’Aso, sarà a Fermo, all’Aula multimediale, martedì 26 maggio alle ore 21 per presentare il suo libro “Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino”.

Mercoledì 27 alle ore 10.30 Ayala sarà al Teatro Pagani di Monterubbiano per incontrare i ragazzi delle scuole medie. “Vivere la Costituzione. Vivere da Cittadini”: è questo il titolo dell’iniziativa organizzata dall’Istituto Scolastico Comprensivo di Monterubbiano insieme all’ISML di Fermo e all’associazione culturale ApertaMente. L’incontro si inserisce in un progetto triennale denominato “Vivere da cittadini” fortemente voluto dall’Istituto Scolastico Comprensivo di Monterubbiano per sviluppare e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza, consapevoli che la partecipazione alla vita civile si costruisce attraverso un percorso di assunzione di conoscenze e responsabilità, a partire da uno studio attivo della Costituzione.

Il progetto ”Vivere da cittadini” non ha avuto come scopo il solo insegnamento della Costituzione Italiana agli allievi dell’Istituto Comprensivo di Monterubbiano ma l’ambizione, se così si può dire, di introdurre alla lettura della Carta fondamentale del nostro Stato per evidenziarne i valori in essa contenuti (dal principio democratico, al diritto democratico, al diritto di eguaglianza fra i cittadini, all’affermazione della libertà, al significato della solidarietà) affinché i giovani diventino consapevoli della loro qualità di cittadini e delle prerogative che, in quanto tali, spettano loro. La scuola è la sede più idonea per lo studio della Costituzione, per le sue finalità educative, per la sua specifica funzione di rendere i giovani cittadini coscienti dei loro diritti e consapevoli dei loro doveri. Un approccio alla Costituzione realizzato dall’Istituto Scolastico di Monterubbiano anche attraverso la conoscenza delle sedi delle Istituzioni locali, nazionali ed europee: Comune, Provincia, Regione, Parlamento della Repubblica e del Parlamento Europeo di Bruxelles.

L’incontro sarà coordinato dal Dirigente Scolastico Prof. Valter Laudadio. Dopo il saluto di benvenuto del Sindaco Francesco Pagliarini, interverranno il Generale Luigi Curatoli (Comandante della Regione Carabinieri Marche), il Capitano Pasquale Zacheo (Comandante della Compagnia di Fermo) nonché Giuseppe Ayala. Ampio spazio sarà poi lasciato agli interventi degli studenti.





Dov’è la vergogna

20 05 2009

silvio-berlusconi_speaking

 

di Ezio Mauro (www.repubblica.it)

Immerso fino al collo nello scandalo Mills, rispetto al quale le leggi ad personam lo hanno aiutato a fuggire la condanna ma non il disonore, impegnato a lottizzare in fretta e furia la Rai prima delle elezioni, ieri Silvio Berlusconi ha perso la testa insultando “Repubblica”. E’ successo quando Gianluca Luzi, il nostro notista politico, gli ha chiesto durante una conferenza stampa se e come avrebbe risposto alle dieci domande che gli abbiamo rivolto sul caso del “ciarpame politico” sollevato dalla moglie con la denuncia dei suoi metodi di selezione delle candidate, i suoi comportamenti da “malato” che “frequenta minorenni”.

“Vergognatevi”, ha intimato il Presidente del Consiglio. Per aver colto le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda? Per avergli chiesto di chiarirle? Per aver posto queste domande in pubblico? Per aver rotto il conformismo italiano che è l’altra faccia del cesarismo? O per non aver censurato la denuncia della moglie? Spiace per il premier ma le contraddizioni del potere e le domande che ne nascono sono lo spazio proprio del giornalismo. Che cosa intenda il Capo del governo quando dice che “se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo” non è chiaro ma è impossibile.

Non cerchiamo “accordi”, ma trasparenza. E in ogni caso, non cambieremo atteggiamento anche perché l’imbarazzo di Berlusconi e la sua ira spingono a cercarne le ragioni, come deve fare un giornale. Il premier dovrà rassegnarsi. Non tutto in questo Paese è “arrangiabile”, risolvibile con qualche patto oscuro. Se è capace di togliere le sue contraddizioni dal tavolo, lo faccia davanti ai cittadini. Altrimenti, continueremo a dire che non può farlo, e a chiedergli perché.

Per il resto il Presidente del Consiglio ripete la sua invettiva abituale: ora rivendica una dimensione privata, dopo che anche la sua Prima Comunione viene spacciata dai suoi giornali come volantino elettorale. E insiste sull’odio “politico” e l’invidia “personale”, come se non fosse possibile la critica dei cittadini che non hanno bisogno di odiarlo e non si sognano nemmeno di invidiarlo, perché gli basta giudicarlo.

“Gli italiani stanno con me, con me”, ha urlato alla fine il premier. Intendendo che il numero dei consensi oltre al pieno diritto di governare gli conferisce anche l’immunità da critiche, osservazioni e domande. Non è così in nessun paese democratico, signor Presidente, s’informi, entrando finalmente in Occidente. Ma il fatto che lei lo pensi, per tappare la bocca ai giornali, ci fa davvero vergognare un po’.