Fede semovente

30 05 2007

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Dal Family Day al War Day. Piuttosto elastici i nostri prelati nel presenziare appuntamenti su appuntamenti. Sul Secolo XIX di martedì 29 maggio campeggiava la notizia della benedizione di un nuovo PzH 2000. 

Cito da Analisi Difesa:

- Il consorzio paritetico formato dalla Oto Melara, una società Finmeccanica, e dalla Iveco Fiat, ha stipulato a Roma, con la Direzione Generale Armamenti Terrestri, un contratto per la fornitura all’Esercito Italiano di 70 obici semoventi PZH 2000 da 155/52 mm e relativo supporto logistico, sistemi di addestramento e manutenzione. La commessa ha un valore di oltre € 500 milioni e si inserisce nell’ormai avanzato piano di ammodernamento dell’Esercito Italiano.
- Il PZH 2000 ha un peso in ordine di combattimento di 55 T. ed è armato con un cannone RHEINMETALL da 155L/52 mm., 1 mitragliatrice coassiale da 7,62 e 8 lanciagranate per fumogeni. La gittata max. del pezzo varia da 30 a 40 Km in funzione del tipo di munizionamento; la cadenza di tiro può arrivare a 12 colpi/min. e consente ad ogni singolo semovente di far convergere sull’obiettivo, nell’arco di qualche decina di secondi, l’equivalente del fuoco erogato in passato da un’intera batteria.
La propulsione, assicurata da un motore diesel sovralimentato MTU 881 da 736 kW (1000 Hp), permette una velocità max su strada di 65 Km/h ed una autonomia di 420 Km.

Dopo tassisti, benzinai, insegnanti, statali e metalmeccanici, minacciano scioperi ad oltranza Santi e Beati. Perché anche la fede ha dei confini.

ps: un grazie a Marco Milozzi per la segnalazione





Il dialogo interrotto

30 05 2007

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Nel numero 2 di Antimafiaduemila (www.antimafiaduemila.com), in edicola dal 23 maggio scorso, trovate un mio articolo sulla storia di Antonella. 

Pag.40 IL DIALOGO INTERROTTO La storia della famiglia Marcantoni di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche, colpita dall’usura e da un disarmante oblio giudiziario 

Nel prossimo numero, attualmente in preparazione, ritornerò sull’argomento con nuove informazioni e gli ultimi sviluppi. Per il momento vi lascio riflettere sulla lettera che la stessa Antonella ha inoltrato alle redazioni di quotidiani e periodici del territorio. E che difficilmente troverete altrove… 

Siamo sopravvissuti come reduci da un naufragio allo sfratto, siamo una famiglia senza più speranza e possibilità di giustizia. Chi hai in carico la Procura e/o il Tribunale d Fermo ha dato esplicito ordine all’ufficiale giudiziario di procedere con lo sfratto, come in più di un’occasione hanno abusato della loro dorata persona per sbattere me e la mia famiglia in mezzo ad una strada. È inutile opporsi a questo sistema, è puramente inutile sopravvivergli.Io chiedo a quanti non si sono ancora stancati di leggermi l’opportunità di avere una casa, una abitazione da cui ricominciare ex novo le nostre vite, con la speranza di un lavoro per i miei genitori, ottimi artigiani calzaturieri. Io vi chiedo aiuto, pietà, umana empatia, soccorso: aiutatemi perché siamo sopravvissuti ad un dolore troppo forte e ora la ferita continua a bruciare e sanguinare. Io vi chiedo in qualsiasi modo possiate di aiutarmi a continuare a vivere. Cerco casa, cerco la vita”. (Antonella Marcantoni)





Chi ha paura del fuoco

30 05 2007

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Al delirio in stato avanzato dell’ex Ministro Umberto Veronesi sulle problematicità legate al fabbisogno energetico italiano (“Purtroppo la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare. Fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici fanno ancora di più dell’allarme cancro e i suoi morti causati dai derivati del petrolio. Allora io dico: basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco”), ha risposto con nettezza Carlo Rubbia: “La situazione critica dell’Italia rispetto a Kyoto è dovuta allo scollamento tra quanto abbiamo sottoscritto e le politiche energetiche del paese”. La loro conversazione, riportata da repubblica.it, prosegue.

A me interessa soffermarmi sull’invito di Veronesi al governo per la costruzione di 10 centrali nucleari in 10 anni. Ricordo numerosi articoli sull’aumento esponenziale di forme tumorali, pubblicati su L’Espresso negli ultimi anni a firma dello stesso oncologo. La sollecitazione, urgente, è sempre stata quella di modificare il nostro stile di vita, a partire dall’alimentazione. Difficile non condividere, in quel caso.

Oggi, disquisendo di cambiamenti climatici, la scelta cade altrove. Fanno paura le sanzioni legate al mancato rispetto del protocollo firmato in terra giapponese, ma non le conseguenze di una verticale immersione nel nucleare. Perché questa, stando agli studi di Veronesi, “è una fonte potente per la quale già disponiamo della tecnologia di sfruttamento e che non comporta rischi per la salute e l’ambiente”.

Se questo è l’assunto, come spieghiamo allora l’affermazione di un fisico del calibro di Rubbia sul fatto che “il nucleare classico, compreso quello di quarta generazione, non può aspirare a una diffusione su larga scala soprattutto per i problemi legati alle scorie radioattive di lunga vita? 

L’ultimo rapporto dell’ONU lascia pochi spiragli: occorre intervenire, ora, modellando piani energetici compatibili con lo sviluppo globale del pianeta. Eolico e solare, unitamente ad una politica di risparmio, non sono chimere, ma obiettivi indifferibili.

Perché nel modificare la nostra quotidianità non ripartiamo da qui, da quanto già reperibile e sperimentato da chi, le scelte, è abituato a farle con lungimiranza?





Feel the wind, feel the challenge

29 05 2007

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Su www.zooppa.com, nel contest MURPHY NYE, trovate un video di due talentuosi fermani.

Cercateli sotto lo pseudonimo theitalianjob e votateli.

Poi gettate uno sguardo sul contest GLOBAL WARMING, scrutando il loro primo video pubblicato.

http://zooppa.com/videos/detail?title=Watch+Feel+the+wind%2C+feel+the+challenge&video=236





Antonella e quelle analoghe “esperienze”

25 05 2007

Sul caso di Antonella Marcantoni pubblico una mail inviatami da Roberto Di Napoli mercoledì scorso.

Ho letto il Suo post sulla vicenda Marcantoni e mi sentivo in dovere, quale cittadino di questo vergognoso Stato, di lasciare un commento esprimendo alla famiglia Marcantoni la mia solidarietà, la mia vergogna, la mia rabbia e, purtroppo, anche la mia comprensione avendo subito, la mia famiglia, lo scorso Ottobre a Gallipoli (Lecce) analoga “esperienza”: anzi, nel mio caso, avevamo ottenuto anche la sospensione di ogni azione esecutiva da parte delle autorità territorialmente competenti che, però, vari soggetti interessati a punire una scomoda vittima (ossia, mio padre,già con le stampelle da diciott’anni per le sue battaglie a difesa della legalità) hanno considerato valesse meno della carta…

Le allego il mio commento al Suo post sulla vicenda Marcantoni che, se Lei eventualmente ritiene, può pubblicare. Le segnalo, inoltre, che sul mio blog ho pubblicato un post sulla vicenda con mie considerazioni. La ringrazio, quale vittima e quale cittadino, per la sensibilità da Lei dimostrata coi Suoi post.

“La storia di Antonella l’ho già vissuta. Comprendo la sua rabbia come solo chi ha vissuto drammi simili può capire. A Gallipoli, il 19 Ottobre, mio padre e la sua famiglia è stata sbattuta fuori di casa malgrado la sospensione dell’esecuzione ex art. 20 l.44/99 (normativa antiusura). Malgrado la nullità della vendita (il Giudice dell’esecuzione avrebbe venduto un patrimonio di circa ventimilioni di euro malgrado gli unici istanti il fallimento della vittima siano gli attuali imputati di usura ed estorsione), la sospensione suddetta e(in quel periodo era vigente) il blocco degli sfratti, la vittima, già con le stampelle da 18 anni per un attentato rimasto impunito, è stata sbattuta fuori. Non solo. E’ stata arrestata e tenuta agli arresti domiciliari, prima, in ospedale (a causa delle percosse alla gamba già lesa da parte di alcuni poliziotti visto che i medici del 118 si rifiutavano di trasportarla in ambul anza date le varie ragioni di assurdità) e, poi, in una stanza d’albergo. I detenuti in carcere hanno l’ora d’aria. Lui, invece, non poteva uscire dalla stanza d’albergo (non di lusso, si intende, nè di media categoria). Ad Antonella, pertanto, va la mia più sincera solidarietà. Voglio sperare, comunque, che
la Giustizia sia lenta ma che ci sia, per cui… intanto segnalo il mio post sul mio blog per la difesa dei diritti civili.

http://www.robertodinapoli.splinder.com/post/12287811/Fino+a+quando%2C+in+Italia%2C+le+vittime+di+usura+devono+suicidarsi+o+minacciare+folli+gesti%3F





La civiltà, moderatamente parlando

22 05 2007

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Il comunicato che segue è stato da me inoltrato alle redazioni di quotidiani, periodici, emittenti radiofoniche e televisive in risposta alle accuse mosse dal candidato sindaco per il Comune di Sant’Elpidio a Mare Franco Lattanzi.

Fa piacere rilevare che, dopo quasi tre anni di mandato come vice sindaco del Comune di Sant’Elpidio a Mare e ad una sola settimana dal voto per le Amministrative 2007, il candidato Lattanzi si sia reso conto dell’esistenza del Corriere News. Perché a questa redazione, dal 15 giugno 2003 (data di uscita del primo numero), nonostante si continui a sproloquiare di trasparenza, democrazia e partecipazione, non è mai pervenuta alcuna comunicazione sull’attività svolta dallo stesso esponente politico e dal suo gruppo. Questo fino al 4 maggio 2007, data del primo “contatto” virtuale rilevato, con la ricezione di una email firmata Gianmarco Governatori, in piena campagna elettorale. 

Sull’abbandono del confronto pubblico sui temi dei diritti sociali e del lavoro, vanno precisati all’interessato alcuni punti, sui quali risulta palese una sua forte disattenzione ed incapacità di confronto: 

- Il sottoscritto è stato scelto come moderatore dalla CGIL di Fermo e non dal candidato Martinelli.

- Le garanzie minime del dibattito pubblico, richieste a gran voce dopo l’uscita di scena e non nel momento del diverbio, sono state ampiamente rispettate. Per i dettagli, chiedere agli altri candidati e ai cittadini presenti in sala.

- La diversità degli spazi contestati nell’ultimo numero del Corriere News è legata a scelte pubblicitarie operate in piena autonomia dai candidati Martinelli e Mezzanotte, senza alcun sollecito da parte della nostra redazione. Una situazione identica a quella verificatasi nel 2006 con le inserzioni prenotate ed acquistate da Remigio Ceroni, Francesco Verducci, Sandra Amurri e Marina Magistrelli.

- Nel sito www.corrierenews.it i comunicati inoltrati dall’ufficio stampa di Lattanzi sono sempre stati pubblicati e continueranno ad esserlo, senza alcuna forma di censura. A questo si aggiunge la pubblicazione online dell’intervista completa realizzata dal sottoscritto, che verrà pubblicata contestualmente a quelle degli altri candidati.

- Stupisce che la questione del candidato Martinelli coordinatore editoriale del Corriere News sia venuta a galla all’esterno dell’Auditorium, ma non sia stata affatto discussa con il sottoscritto.  

Un teorema inesistente, quindi, smentito dai fatti. L’equilibrio che il Corriere News ha costruito in quattro anni di lavoro, riconosciuto trasversalmente nonostante le collaborazioni avviate con esponenti istituzionali del territorio, è impresso in 98 pubblicazioni.

L’auspicio è che la caccia alle streghe perseguita con tanta veemenza da Lattanzi venga mutuata verso obiettivi più sostanziosi. Sarebbe, questa sì, una grande conquista di civiltà. 

Andrea Braconi





Raffinati disastri

18 05 2007

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Il 4 aprile scorso si è verificato uno dei più gravi incidenti petroliferi/ambientali degli ultimi decenni nell’Adriatico, a Falconara Marittima (AN) a causa di una rottura di una tubatura di carico delle navi della raffineria API.

Tonnellate di olio combustibile ad alto tenore di zolfo (lo stesso del naufragio dell’Erika) si sono riversate in mare e sulle spiagge tra Falconara e Senigallia (25 Km circa) che sono chiuse al pubblico e con pesca vietata per mitili e vongole (per ora). 

Guardate il nostro sito www.comitati-cittadini.net e se potete rilanciate la notizia a livello nazionale poichè la stampa e la tv locale (anche la RAI Regionale) stanno facendo quadrato per ridurre il disastro ad un livello “locale”. Se potete diffondere ai vostri indirizzari quanto trovate sul nostro sito, ci aiutate a rompere il muro omertoso. Grazie.

Cordialmente,

Loris Calcina (presidente comitato quartiere Villanova di Falconara Marittima)





La vita chiusa in faccia

16 05 2007

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A Sant’Elpidio a Mare ci sono gli occhi persi nel vuoto di un’anziana a tracciare i contorni di una giornata solcata dalla disperazione.

Perché tra taniche di benzina, un campionario (al limite del surreale) di suonerie di telefonini e una giustizia reclamata tra lacrime e manette, ieri a casa Marcantoni quella donna, Giuliana, malata di alzheimer, si è vista chiudere in faccia la sua vita.

Accanto a lei una famiglia schiacciata dall’usura, una famiglia lasciata sola a cercare di muovere una coltre satura di prevaricazioni, eretta con un perfetto sincronismo. Quella che abbiamo visto, tutti, è un’Italia che resiste ad un’illegalità multiforme e subdolamente agile. E ad un territorio silente. Perché, al di là di una mezza dozzina di giornalisti, di familiari stretti nel momento in cui il sipario è pronto a calare, di qualche vittima di usura arrivata per sostenere la battaglia di Antonella, Enzo e Maria, i “manifestanti” che ben pensano non si sono neanche avvicinati alle due abitazioni in via Galilea.

La prima esecuzione di sfratto è una sequele di smentite e contatti telefonici. L’unica certezza è che il Tribunale di Fermo quell’istanza di sospensione dei termini l’ha già rigettata.

L’ufficiale giudiziario, Carola Baldassarri, media con gli avvocati degli acquirenti dei due immobili e con Paolo Bocedi, presidente di Sos Italia Libera, vicino ai Marcantoni in questa battaglia. Lo stesso Bocedi mette in contatto la segretaria del Ministro Mastella con l’ufficiale.

La sospensione di 24 ore dello sfratto, il tempo necessario per il pronunciamento della Corte di Appello di Ancona, sembra già materializzarsi.

Tempestivo, e al di sotto di qualunque sospetto, giunge però il “richiamo” da Fermo. Si proceda all’esecuzione. Sono momenti concitati, che la stessa Baldassarri metterà nero su bianco nella sua relazione finale. I termini utilizzati sono di quelli che riecheggiano a lungo: “pressioni” e impossibilità di “operare autonomamente”.

Ci sono riscontri, nella relazione, anche dell’arresto di Enzo, ammanettato dai Carabinieri presenti (ben 8 i veicoli delle forze dell’ordine parcheggiati in prossimità delle abitazioni) dopo aver impugnato un paio di forbici e aver resistito. La delicatezza del momento ha poi suggerito al Maggiore Rinaldi di revocare il fermo.

Giuliana, stordita da un atmosfera che fatica a riconoscere, è già stata trasferita.

Per Antonella ed Enzo, in due distinti momenti del pomeriggio, si sceglie la via del Tso (trattamento sanitario obbligatorio). Le ambulanze, nonostante le proteste di una concitata Maria, si muoveranno alla volta dell’Ospedale “Murri”. A nulla varrà il tentativo di denunciare un (presunto) falso rilevamento di pressione arteriosa subito dalla figlia.

Resta da decidere in merito all’altra abitazione, residenza dei tre Marcantoni e di un’altra figlia, tenuta lontana sin dalla prima denuncia pubblica di Antonella.

Sul posto arriva finalmente il legale Marco Scalseggi. Ma per ora, da Ancona, di novità nemmeno l’ombra. Si ricomincia a trattare, quindi, prima che i sigilli vengano apposti all’ingresso. Novanta i giorni di tempo concessi dall’acquirente della seconda abitazione per riacquistare la casa.

Bocedi, stremato da una sconfitta inattesa, era tornato più volte a parlare di accesso al Fondo Antiusura. L’unica possibilità per i Marcantoni di recuperare quello che una giustizia pachidermica è stata capace di lacerare: il senso di legalità.

Le prossime settimane le vivranno in un monolocale di 43 metri quadrati, messo a disposizione del Comune elpidiense (a proposito di istituzioni, del commissario prefettizio Marisa Marchetti ieri nessuna notizia pervenuta…).

Difficile da parte loro, e non potrebbe essere diversamente, che si riesca a mettere un punto definitivo su di una storia traboccante di sintomi e guasti. Che ognuno di noi, tacitamente, si ostina a non vedere.





Pagine libere

16 05 2007

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A tre mesi dalla conferenza “Informazione & Potere”, tenutasi al Teatro Comunale di Porto San Giorgio e organizzata dalla redazione del giornale ANTIMAFIADuemila, nasce Megachip Marche.

La sezione locale dell’associazione presieduta dal giornalista Giulietto Chiesa (nella foto, a sinistra), è aperta a tutti i cittadini marchigiani desiderosi di battersi per un’informazione più libera e culturale in difesa dei valori della democrazia, della giustizia, della pace. La conferenza, che ha visto la partecipazione di due grandi nomi del giornalismo nazionale, Marco Travaglio e Roberto Morrione, e del vicepresidente dell’associazione Megachip Antonio Conte, è stata l’occasione per lanciare la proposta. Subito appoggiata e sostenuta dagli stessi relatori.

Oggi, dopo settimane di valutazioni e contatti, il gruppo sembra essere pronto a costituirsi e invita chiunque voglia farne parte a partecipare alla prima riunione, che si terrà giovedì 17 maggio, alle ore 21.30 presso la sede dell’Istituto Storico di Fermo.

Per informazioni: tel. 320.6654786 – 328.0109411

marche@megachip.info - www.megachip.info





Il divertimento all’Improvvivo

11 05 2007

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Sabato 12 maggio, al Teatro Comunale di Porto San Giorgio, dalle ore 14 alle 2 di notte, andrà in scena “La Sfida”, maratona di improvvisazione teatrale organizzata da Improvvivo.

L’associazione culturale, con sede a Fermo, è ormai un punto di riferimento nel territorio e in tutta la penisola. Merito della voglia di portare avanti un progetto, quello dell’arte di esibirsi senza un copione scritto, con attori che sono sul palco senza sapere che faranno e quando lo faranno. Un’arte specifica e innovativa, che nel fermano ha preso piede e che proprio nell’happening di Porto San Giorgio si metterà in mostra. Una vera e propria lunga giornata di teatro di improvvisazione teatrale e di spettacolo, per alcuni una sorta di saggio di fine anno, ovvero la possibilità di debutto per i ragazzi del corso di comicità tenuto durante l’anno dal cabarettista romano Vladimiro e da Piero Massimo Macchini. Per altri un’ulteriore occasione come la neo compagnia dei “Reattivi” di Fermo, una giovane compagine che si sfiderà con la “Banda Barattoli” di Firenze e i “Sorci Verdi” di Roma.

Poi in serata lo spettacolo “La Sfida”, un format in cui le compagnie si affronteranno improvvisando sulle indicazioni fornite dal pubblico, vero autore e regista dello show. Un’interazione che coinvolge lo spettatore che ha la possibilità di scrivere  su apposite schede il tema della scena, l’ambientazione e lo stile. Da qui si assisterà a sfide incrociate, alternate, monologhi, il tutto condito dai più disparati stili di rappresentazione, dal western alla fantascienza, dal teatro shakspeariano al cinema erotico. E sempre il pubblico avrà l’ultima parola, con il voto conclusivo che sancirà il vincitore.


LA SFIDA maratona di improvvisazione teatrale

sabato 12 maggio

PORTO SAN GIORGIO Teatro Comunale – dalle 14.00 alle 22.00 

14.00 – Pomeriggio TORNEO

Debutto tra le neo compagnie della rete nazionale di Improvvivo: Banda Barattoli di Firenze, Sorci Verdi di Roma e ReATTIvi di Fermo. Intermezzi degli allievi del corso di comicità tenuto quest’anno da Vladimiro e dalla compagnia di Improvvivo.  

22.00 – Sera SPETTACOLO

“La Sfida” – con Francesco Trasatti, Piero Massimo Macchini, Mariateresa Ferroni, Michele Gallucci, Marilena Imbrescia, Giorgio Montanini, Elisa Grilli, Fulvio Rollo e Nicola Galea.

Per informazioni: tel. 328.7756579 – www.improvvivo.it