Senza frontiere

29 06 2007

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COMUNICATO STAMPA

Interpellanza alla Camera sul trattamento dei migranti Basata sui dati di Fortress Europe e del libro Mamadou va a morire La parlamentare di Rifondazione comunista Mercedes Frias ha presentato un’interpellanza parlamentare alla Camera dei deputati (interpellanza urgente 2/00623), firmata da 33 rappresentanti della sinistra italiana, con la quale chiede, tra l’altro, al ministero dell’Interno delucidazioni sul trattamento dei migranti e sulle attività dell’agenzia europea Frontex, che ha il compito di contrastare le migrazioni clandestine. 

L’interpellanza sarà discussa alla Camera mercoledì 4 luglioNel testo, disponibile sul sito Internet della Camera dei deputati al link http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=13556&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERPELLANZA%27, vengono citati esplicitamente i dati riportati dall’osservatorio Fortress Europe, il cui fondatore, Gabriele Del Grande, è autore del libro “Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo” (2007, Infinito edizioni). 

Tra i punti principali citati dall’onorevole Frias nella sua interpellanza, figurano l’alto numero di vittime tra i migranti, il fallimento della politica di militarizzazione dei confini (una delle cause di una così elevata mortalità), la scarsa informazione sugli accordi internazionali per il contenimento del fenomeno migratorio, la partecipazione ai dispositivi anti-clandestini di Paesi come la Libia, che non hanno mai ratificato la Convenzione di Ginevra sui richiedenti asilo. 

Sulle sole rotte dell’immigrazione del Canale di Sicilia, dal 1994 a oggi sono morte almeno 2.141 persone, secondo Fortress Europe. Dall’inizio dell’anno hanno perso la vita sulle rotte per Malta e la Sicilia almeno 227 migranti. Tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico dal 1988 a oggi è stata documentata la morte di circa 9.000 migranti clandestini. Moltissimi i dispersi.





Parliamo di musica

28 06 2007

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Parliamo di musica, e solo di musica, come nella decennale tradizione di Tam Tutta un’Altra Musica. Perché il prossimo sarà un fine settimana incalzante per il Summer Tam, che ci metterà a distanza di sicurezza da sterili (ed evitabili) polemiche di circostanza con due proposte di sbalorditiva armonia in quel di Villa Baruchello 

Si comincia venerdì 29 giugno con i Talea, dinamica formazione di nove elementi cresciuti negli ambienti dei conservatori italiani, capace di amalgamare la tradizione balcanica alle radici sonore mediterranee, con la vivacità salentina continuamente messa in connessione con i funambolismi di matrice jazzistica. Una mescolanza che risalta anche dalla pluralità dei musicisti: al fisarmonicista albanese Admir Shkurtaj, al chitarrista bosniaco Adnan Hozic e alla cantante Meli Hajderaj, si affiancano infatti Alessandro Nocco (sax contralto) Gaetano Partipilo (sax contralto e soprano), Giorgio Distante (tromba), Giorgio Vendola (contrabbasso), Vincenzo Bardaro (batteria), e Mario Grassi (percussioni), tutti di origine pugliese.  

La serata di sabato 30, sempre a Porto Sant’Elpidio, vedrà protagonista il duo costituito da Michel Godard (tuba e serpente) e Gavino Murgia (voce e sax). Definiti a più riprese come “curiosi indagatori delle vie trasversali del jazz europeo”, i due daranno forma ad un evento di grande peculiarità, dove la versatilità dell’artista d’oltralpe si incontrerà con disarmante equilibrio con il folclore sardo tratteggiato dal sax del nuorese Murgia. Una contaminazione tra jazz ed eticità stimolante e mai grossolana, arricchita dal manifesto talento di musicisti d’eccezione.  

Info: 338.4321643 – www.tamfactory.netwww.marchejazznetwork.it





Sul fondo del mare

28 06 2007

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E’ scomparso alle 20.59 del 27 giugno 1980 il Dc9 Itavia Bologna-Palermo, in volo da Bologna a Palermo con 81 persone a bordo. Ad accogliere senza preavviso le vite e i resti del velivolo, il tratto di mare a nord dell’isola di Ustica.

Ventisette anni di depistaggi, morti sospette, omissioni, estemporanei ritrovamenti di reperti, dibattimenti, interviste, commissioni parlamentari d’inchiesta. Ancora oggi alcuni dei responsabili istituzionali dell’epoca, Cossiga e Andreotti, complici nella pianificazione di una delle più buie notti sopra il Mediterraneo, occupano posti di primissimo piano.

Tra le contraddizioni più stridenti la simultaneità tra le assoluzioni in appello dell’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Lamberto Bartolucci e del suo vice Franco Ferri (15 dicembre 2005), e lo stanziamento da parte del Governo Berlusconi di un fondo di 8 milioni di euro destinato ai familiari delle vittime (29 dicembre 2005).

E a restare adagiata sul fondo del Tirreno è sempre quella verità che ci ostiniamo ad attendere. 





L’Impregilo è dietro l’angolo

27 06 2007

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Navigando, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Guardate cosa riporta a proposito dei rifiuti campani il sito del Corriere della Sera (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/27/rifiuti_campania_impregilo.shtml).

NAPOLI Interdizione nei confronti della Impregilo – e di cinque società del gruppo tra cui la Fibe e la Fisia – dal contrattare per un anno con la pubblica amministrazione, sequestrati 750 milioni di euro di crediti vantati dalle società nei confronti dei Comuni campani per lo smaltimento dei rifiuti. È il bilancio di un’inchiesta condotta dalla procura di Napoli su presunte irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania. L’ordinanza è stata emessa dal gip Rosanna Saraceno su richiesta dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano. Alle società sono contestati illeciti amministrativi derivanti da un’ipotesi di truffa nei confronti di una serie di indagati e relativa a irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, in apertura dell’assemblea straordinaria della società, ha dichiarato: “Il conto credo che si presenterà pesante per l’azienda. È un provvedimento pesante e mortificante nei nostri confronti”. Il titolo Impregilo è stato temporaneamente sospeso alla Borsa valori di Milano. Martedì era stato annunciato che il titolo Impregilo dal 2 luglio entra a far parte dell’indice S&P/Mib, che raggruppa i principali titoli del listino di Piazza Affari.





Rifiuti a parte

27 06 2007

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Domani (giovedì 28 giugno) leggerete sui quotidiani della conferenza stampa convocata questa mattina dall’Assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Massimo Marcaccio, in merito ai rifiuti urbani provenienti dalla Campania e smaltiti dall’ASITE presso la discarica di San Biagio, a Fermo.

Circa 25.000 tonnellate in quattro mesi, per un corrispettivo vicino ai 4 miliardi di vecchie lire, senza alcun avviso a Provincia e Regione, come imporrebbero invece normative comunitarie e nazionali.Silenzio, come da copione, anche nei confronti del Consiglio Comunale di Fermo, per una società (la stessa ASITE) a totale capitale pubblico.

Camion rigonfi di ‘monnezza’ scaricata nottetempo (ad oggi sono 6.000 le tonnellate abbancate), secondo un’interpretazione unilaterale del principio di sussidiarietà. Perché in una situazione di commissariamento come quella campana, non basta mettere nero su bianco (il 18 aprile scorso) con la Fisia Italimpianti spa (Gruppo Impregilo) i termini dell’accordo, ma vanno rispettate procedure rigorose, tra le quali una verifica tecnica da parte delle istituzioni competenti.

Le indagini e gli accertamenti effettuati dalla Polizia Provinciale e del Nucleo Operativo Ecologico hanno portato alla stesura di una diffida formale da parte dell’ente provinciale nei confronti dell’ASITE. Stop quindi ad una vicenda incresciosa, emersa in superficie soltanto grazie alle segnalazioni dei cittadini di Caldarette Ete.

Quello che non sembra poter essere arginato è il decadimento dell’informazione locale. Le punzecchiature all’Assessore durante l’incontro non hanno ruotato intorno all’emergenza rifiuti nel nostro territorio (tanto per fare un esempio, la discarica di Ascoli toccherà il suo massimo entro la fine dell’anno per poi essere chiusa…), quanto piuttosto su di una presunta connotazione ideologica nell’azione dell’Amministrazione Provinciale (di Centrosinistra) a discapito del Comune di Fermo (di Centrodestra).

La polemica politica fa colore, mi è stato risposto da astanti muniti di taccuino nel sollevare la vera priorità della questione, vale a dire la propagazione di un’illegalità devastante, nel presente come nelle prospettive future. Per qualche valletto farà pure colore, ma la notizia è altrove. E puzza, quanto puzza.





نرحب

27 06 2007

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Martedì 26 giugno, alle ore 8 locali (5.30 in Italia) Emergency ha ripreso l´attività nell’ospedale di Kabul. Per questo riavvio, i ricoveri sono limitati alla «chirurgia di guerra». Nella mattinata sono stati ricoverati e operati due feriti, colpiti da proiettili. 

L’ospedale opera in questa prima fase sotto la direzione di Gino Strada, che ha convocato collaboratori locali di Emergency, conosciuti, formati e “sperimentati” negli anni trascorsi. Nell’insieme, il personale medico, paramedico e ausiliario impiegato è per ora costituito da 118 persone. A breve raggiungerà l’Afganistan altro personale internazionale di Emergency.  

Alla riapertura dell’ospedale di Kabul seguirà, in tempi quanto possibile brevi, la ripresa di attività dell’ospedale, della maternità e della pediatria di Anabah nel Panshir, del centro chirurgico di Lashkar-Gah nell’Helmand, delle 29 cliniche.  Di tutto questo sono ovviamente a conoscenza le autorità del paese.  Ringraziamo coloro che in questi mesi ci sono stati vicini e invitiamo alla ripresa delle iniziative di raccolta di fondi a sostegno dell’intervento di Emergency in Afganistan, che avevamo chiesto di interrompere durante la sospensione delle attività.  

Emergency Life Support for civilian War Victims

www.emergency.it 





Una città di pochi

25 06 2007

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Non ci piace una città di pochi, dove un’ostinata compiacenza continua a generare danni alla collettività. Sono tanti, troppi, gli indizi che nelle ultime settimane si sono concatenati in quel territorio che, tra soltanto due anni, assurgerà a capoluogo della nuova Provincia.

A partire da una Lido di Fermo giubilata a getto continuo d’inchiostro che, più che alla “Barcellona della movida”, alcuni cittadini hanno accostato alla pur nobile “Napoli dei cassonetti”. Vicina allo zero la visibilità data alle segnalazioni di rifiuti abbandonati in piena febbre del sabato sera: un biglietto da visita poco gradito anche dai primi turisti di stagione. All’alzar di voce, a livello istituzionale si è agito più o meno celermente, quasi a coprire un’assenza di programmazione complessiva in un settore, quello turistico, che anche di rifiuti deve tener conto. Fin troppo facili le ironie sul concomitante smaltimento di spazzatura campana, tra denunce e continui rimpalli di responsabilità.

Altro tasto davvero dolente, restando agli chalet, il rispetto delle norme riguardanti le emissioni sonore e la somministrazione di alcolici, soprattutto ai minori. Una tolleranza, questa, ai più sconosciuta nella vicina Porto San Giorgio. Proteste, neanche tanto velate, anche per forme di abusivismo sempre più rituali, con normative polverizzate a colpi di gazebo. E intanto, tra la sabbia, Marina Palmense langue.

Dal mare al centro. Per una Festa della Musica che festa non è stata. Ritardi di carattere organizzativo (anche se le prime fanfare avevano riecheggiato più di un mese e mezzo fa…), concomitanza di eventi, scarsa promozione: tutti fattori che, come giustamente titolato da un quotidiano locale, hanno decretato un autentico flop.

Urge un cambio di passo. La realtà è lì, tangibile. L’unico “strumento” necessario è la volontà di vederla.





Complici tra i colori

23 06 2007

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Lunedì 25 giugno

PORTO SANT’ELPIDIO Villa Baruchello ore 21.30

RITA MARCOTULLI – PALLE DANIELSSON – PETER ERSKINE

Pianoforte – contrabbasso – batteria

Info: 338.4321643 – www.tamfactory.net (ingresso 8 euro – soci gratuito)

Alla XI edizione del Summer Tam l’onore di aprire una stagione estiva sotto il segno del Marche Jazz Network, la rete regionale del jazz forgiata da Ancona Jazz, Fano Jazz e la stessa Tam Tutta un’Altra Musica. Un primo appuntamento, quello di lunedì 25 giugno presso Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio, che vedrà esibirsi tre stelle del panorama internazionale: Rita Marcotulli, Peter Erskine e Palle Danielsson. E’ la straordinaria pianista romana, ospite sempre gradita della rassegna, a delineare i contorni di un progetto colmo di magnetismi e, naturalmente, di trascinante complicità. 

Rita, come riuscite ad incastonare le vostre singole peculiarità? “Ogni volta la nostra è una musica diversa. L’abbiamo scelta per raggiungere proprio questo obiettivo. E meno male che sia così, altrimenti… ci annoieremo! Intendiamoci, i pezzi sono uguali, ma le improvvisazioni variano naturalmente di sera in sera. La nostra è una musica originale, composta da tutti e tre. E’ difficile da descrivere a parole: sicuramente si tratta di un jazz melodico. Siamo soprattutto un trio molto interplay, non esiste un solista ma suoniamo insieme. C’è una grande affinità tra noi, un grande ascolto e un grande rispetto.” 

Tutti e tre rientrate a pieno titolo nel firmamento del jazz internazionale. E di connessioni con altri artisti ne avete concretizzate ovunque. “Peter vive a Los Angeles e da sempre suona con tantissimi musicisti. Io sto facendo tante altre cose, ho un duo con Andy Sheppard e sto preparando altri progetti con altri musicisti. E così Danielsson, che vive a Stoccolma e suona con musicisti locali come Bobo Stenson, Jon Christensen, etc. Onestamente, sarebbe limitativo suonare sempre e solo con il trio. E’ bello invece arricchirsi con altre cose per poi ritrovarsi. In questo modo la musica resta sempre fresca.” 

Come vi siete trovati con Peter e Palle? “Con Peter ci conosciamo da tantissimo tempo, abbiamo iniziato a suonare in trio cinque anni fa. Con loro originariamente suonava John Taylor, che però una volta ha dovuto rinunciare ad un concerto. Lo feci io e da lì è nata questa avventura. Devo dire che tra John e Peter la cosa è finita a prescindere da me. Noi abbiamo semplicemente continuato a suonare. Poi per circa un anno e mezzo non ci siamo più visti, fino a che Peter non mi ha richiamata per fare una cosa a Venezia con Palle. Da lì abbiamo ripreso con maggior vigore, suonando spessissimo sia in Italia che all’estero.” 

Proviamo a dare una definizione dei tuoi compagni di viaggio. “Per me suonare con loro è come andare con la limousine. Poi è difficile salire su un’altra macchina! Chiaramente sono dei mostri sacri, dei musicisti unici: non esiste altrove un Peter Erskine così come non esiste un Palle Danielsson. Hanno una loro personalità, hanno creato uno stile, per cui è chiaro che mi sento molto fortunata a suonare con musicisti così bravi e così umili. Sono delle grandi persone e devo dire che questa è una caratteristica che cerchiamo sempre tutti e tre, perché è da questo presupposto che la musica acquisisce ancora più fascino.” 

E come descriveresti Rita Marcotulli? “Io? Suono il pianoforte ma la cosa che mi piace di più è comporre. Mi riconosco più nelle mie composizioni perché è un po’ come se fosse il mio mondo, dove chiaramente mi trovo splendidamente. Non suono tantissimi standard proprio perché mi piace di più trovare la mia ispirazione, stimolando la creatività. Le mie composizioni sono la cosa dove mi identifico di più, dalle quali escono sempre dei colori.” 

Colori che ha riprodotto graficamente in un tuo album fondamentale. “Sì, era ‘Koinè’, dove c’era proprio un concept, un’idea del colore. L’ho chiamato così perché stava per mescolanza, tante culture che si incontrano e trovano un linguaggio comune. Era un sorta di viaggio immaginario nel mondo. Era appena scoppiata la guerra in Iraq e avvertivo una certa sensazione di incomprensione tra i popoli. Mi era venuta voglia di parlare di queste cose, di dire banalmente anche in forma di favola che mi immaginavo un mondo tutto grigio dove improvvisamente una cultura aveva globalizzato tutto il resto. Tutto era diventato di una noia mortale, erano scomparsi i colori, era scomparsa la varietà. Per me è invece importante essere tolleranti e sensibili verso altre realtà che ci arricchiscono. Perché un mondo con un solo colore dominante sarebbe invivibile. In quel disco, a riprova di quanto detto, c’erano tanti musicisti: Tuncboyaciyan, armeno, Sheppard, inglese, Lena Willemark, scandinava e lo stesso Danielsson. Era una sorta di crocevia. E c’era la voglia di dire con i suoni che è troppo importante volersi bene in qualche modo.” 

In ogni angolo d’Italia l’attenzione per il jazz è esponenziale: aumentano i festival, aumenta il pubblico. Quale visione hai oggi della tua musica? “Sicuramente in Italia c’è un livello musicale altissimo, i musicisti sono preparatissimi. In questo periodo, insegnando a Santa Cecilia, trovo un livello molto più alto rispetto al recente passato. E questo è confermato anche dal riscontro internazionale per i nostri artisti. Non dico quelli più noti come Paolo Fresu, ma piuttosto Bosso, Petrella, Di Castri e giovani come Giovanni Guidi, figlio di Mario Guidi. Questo ci fa onore, c’è un’attenzione particolare. Viviamo un momento felice anche perché i media hanno dato un pochino più di attenzione a questa musica. E poi noi, a Roma, con un sindaco come Walter Veltroni, amante del jazz, siamo stati miracolati! Un’attenzione che ci ha dato un grande entusiasmo, oltre ad una maggiore visibilità. Basti pensare alla realizzazione della Casa del Jazz.” 

Proprio lì avete registrato un disco di grande intensità, distribuito lo scorso anno da Repubblica e L’Espresso. “Intanto, non era una raccolta di pezzi già fatti ma un concerto vero e proprio. E oltre ad essere un bel disco, ha avuto un grandissimo riscontro. Abbiamo avuto delle vendite pari a quelle dei gruppi pop, raggiungendo le 30.000 copie. Ma anche gli altri dischi della collana hanno venduto tantissimo. E’ stato un fenomeno che ha fatto riflettere le etichette.” 

Piuttosto frequenti sono i tuoi passaggi in terra marchigiana.  “Mi fa sempre piacere raggiungervi, anche perché – quasi nessuno lo sa – ho anche origini marchigiane: mio nonno infatti era di Falconara e mia nonna abruzzese. Insomma, mi trovo un po’ a casa!” 

C’è poi il rapporto speciale e continuo con Tam. Tofoni, presentandoti, ha affermato: “Rita noi la facciamo in tutte le salse”. “A prescindere dalla nostra amicizia, ce ne sono pochi di personaggi competenti come lui. Che dire, lì mi trovo bene, trovo il pubblico attento, e il mangiare… non ne parliamo! Ma so soprattutto che trovo una situazione di qualità, il suono giusto. E’ importante, per noi che giriamo tantissimo, sapere che troveremo già una certa professionalità.” 

Anche perché la vostra è una musica che richiede una situazione tecnica che sfiora l’eccellenza. “Uno da sempre tutto per scontato ma non è così, nel senso che il suono è il 60% della musica, specialmente per la nostra, in qualche modo intimista. E’ una musica che necessità di una certa qualità. Il nostro poi è un concerto ricchissimo di particolari, che devono uscire ben definiti.” 





L’anti-popstar col berretto di lana

21 06 2007

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Venerdì 22 giugno, in Piazza del Papa ad Ancona, uno dei migliori cantautori inglesi, tra i più noti della scena contemporanea, autore di memorabili hit, canzoni di pubblicità televisive, colonna sonora di “About a Boy”, il film con Hugh Grant tratto dal libro di Nick Hornby.

Badly Drawn Boy, l’anti-popstar col berretto di lana [Lo sapevate che il suo idolo è Bruce Springsteen, e che lo ha visto dal vivo in concerto diciassette volte? (dato aggiornato al 2003, è possibile che nel frattempo il numero sia ulteriormente cresciuto)]  proporrà i suoi grandi successi e il suo ultimo capolavoro “Born in UK” affiancato dalla sua band. Torna sulla scia del nuovo album, che si racconta abbia avuto una gestazione assai faticosa, con tanto di disco fatto e finito (e prodotto da Stephen Street, un classico produttore da pop inglese “intelligente”) buttato nella spazzatura “perchè non mi piaceva più”, e Badly che torna in studio una mattina di settembre (2005) con bassista e batterista e con lo scopo di scrivere e registrare una canzone nuova ogni giorno per le successive settimane. A Natale (sempre 2005) Badly e gli altri due si sono ritrovati 80 canzoni nuove tra le quali scegliere, e da lì è venuto fuori il nuovo disco…

Per informazioni: tel. 071.2900711 – www.comcerto.it

(biglietti disponibili a partire dalle ore 20.45)





Non dimentichiamolo

19 06 2007

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I fatti continuano a latitare. E di lavoro si continua a morire. Le parole di Graziella Marota, madre di Andrea Gagliardoni, avevano aperto l’ inchiesta del Corriere News n.11, dedicata proprio al tema della sicurezza. In quella conversazione Graziella aveva anticipato l’appuntamento del 20 giugno ad Ortezzano, organizzato in collaborazione dell’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro).

Il programma prevede alle 17 il raduno del corteo presso la Chiesa San Filippo Neri, in Contrada Aso. Dalle 17.30, nel piazzale antistante l’azienda Asoplast (dove Andrea perse la vita un anno fa), avrà luogo un incontro dibattito che sarà aperto proprio dalla signora Graziella con la lettura di 2 testi dedicati al figlio.

A seguire gli interventi di Pietro Colonnella (Sottosegretario Ministero Affari Regionali), Alberto Cifelli (Prefetto di Ascoli Piceno), Massimo Rossi (Presidente Provincia Ascoli), Emidio Mandozzi (Vicepresidente Provincia Ascoli e Assessore Formazione e Lavoro), Licia Canigola (Ass. Servizi Sociali Provincia Ascoli), Mauro Fanti (Direttore Centrale Riabilitazione INAIL), Sandro Passamonti, Direttore Regionale INAIL), Mario Forti (Direttore ASUR Marche Zona Territoriale 11), Alessandro Pertoldi (Segretario Generale CGIL Fermo), Saturnino di Ruscio (Sindaco di Fermo), Mario Andrenacci (Sindaco di Porto Sant’Elpidio), Maura Malaspina (Sindaco di Ortezzano) e Pietro Mercandelli (Presidente nazionale ANMIL)I lavori verranno coordinati da Alfredo Barbizzi, Presidente provinciale ANMIL Ascoli Piceno.

Alle ore 19 si terrà infine la celebrazione di una Santa Messa in memoria di Andrea e di tutti i caduti sul lavoro.

Per informazioni: tel. 0736.261621