Per il bene de L’Unione

30 10 2007

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L’indomito Mastella, dopo la mancata istituzione della Commissione d’inchiesta sui fatti di Genova del 2001, ha affermato: “La commissione? Nel programma non l’ho vista”. Cerchiamo di aiutare la sua labile memoria.

Dal Programma di Governo 2006-2011 de L’Unione di centrosinistra (pag. 77 di 281): La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

Per il bene dell’Italia”: era il titolo scelto per lo stesso Programma dai variegati e recidivi (ir)responsabili de L’Unione. Mastella compreso. 





Compagni di famiglia

29 10 2007

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Un post per chi, follemente, si sta dedicando da qualche settimana al completamento de L’Album di Famiglia del manifesto (http://albumdifamiglia.ilmanifesto.it).

Queste le figurine mancanti al mio album: 

1 – 2 – 7 – 9 – 16 – 19 – 26 – 37 – 47 – 50 – 58 – 60 – 61 – 65 – 73 – 87 – 90 – 93 – 94 – 96 – 101 – 103 – 108 – 109 – 110 – 111 – 112 – 113 – 117 – 119 – 122 – 123 – 126 – 128 – 129 – 137 – 138 – 140 – 142 – 145 – 155 – 162 – 166 – 169 – 172 – 177 – 181 – 182 – 194 

D – J – P – U – X – W – Z 

Questi i doppioni: 

21 – 22 – 23 – 25 – 27 – 34 – 45 – 49 – 52 – 53 – 55 – 57 – 62 – 72 – 84 – 86 – 88 – 91 – 95 – 98 – 115 – 125 – 131 – 132 – 136 – 139 – 141 – 143 – 147 – 150 – 157 – 163 – 164 – 167 – 170 – 178 – 190 – 197 

A – B – E – G – V

Figurine rosse. Nel bene e nel male.





Cronaca di una fuga

29 10 2007

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Al cinema Arlecchino di Monte Urano, lunedì 29 ottobre alle ore 21, proiezione del film “Cronaca di una fuga” di Adrián Caetano con la presenza straordinaria di Claudio Tamburrini, protagonista della storia del film, nato a Buenos Aires con origini marchigiane di Loro Piceno.

E’ stato un desaparecido durante l’ultima dittatura militare argentina, sequestrato quando era studente di filosofia all’università, dopo mesi di prigionia e torture è riuscito a fuggire e si è rifugiato in Svezia dove ora è professore all’università di Stoccolma e scrittore del libro autobiografico “Pase Libre – La fuga de la Mansìon Seré” da cui è tratto il film. Dopo la proiezione seguirà un intervento di Claudio Tamburrini che narrerrà la sua incredibile esperienza. Il ricavato del film andrà in beneficenza ai bimbi poveri di Maximo Paz alla periferia di Buenos Aires.





Lesa umanità

28 10 2007

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dal sito www.gennarocarotenuto.it 

ONG francesi denunciano Donald Rumsfeld per crimini contro l’umanità 

Quattro organizzazioni per i diritti umani americane ed europee hanno presentato una denuncia per crimini contro l’umanità contro l’ex-ministro della difesa statunitense Donald Rumsfeld, che si trova al momento in Francia. La documentazione presentata al tribunale francese, che la esaminerà entro la prossima settimana, concerne le torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib e nel campo di concentramento di Guantanamo a Cuba. 

Le quattro ONG, le francesi ‘Lega francese per i diritti umani’ (LDH) e ‘Federazione internazionale delle leghe per i diritti umani’ (FIDH), la statunitense ‘Centro per i diritti costituzionali’ (CCR) e la tedesca ‘Centro europeo per i diritti umani e costituzionali (ECCHR) sostengono che per i casi di lesa umanità vige una giurisdizione universale che obbliga i tribunali francesi ad agire anche contro i cittadini stranieri, secondo quanto previsto dalla Convenzione contro la tortura del 1984. 

“Rumsfeld -ha dichiarato il portavoce delle quattro ONG- deve sapere che è un nemico dell’umanità e che per un torturatore non c’è un posto dove nascondersi nel mondo per sfuggire alla giustizia”.





La cultura del software libero

24 10 2007

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Un confronto tra istituzioni, aziende pubbliche e private sul software libero e sull’innovazione: questo l’obiettivo del convegno organizzato dal Fermo LUG in occasione del Linux Day del 27 ottobre.Vogliamo fare il punto su quella che è attualmente la diffusione del software libero nelle aziende – sottolinea il presidente dell’associazione Daniele ColòDa quello che sentiamo e vediamo, la nostra impressione è che nel territorio sia molto cresciuto non tanto l’utilizzo di Linux come sistema operativo ma quello di software come Open Office o Firefox. Ci sono diverse società che lavorano con progetti di software libero, altre hanno iniziato ad implementarlo all’interno, come la Asl locale, anche se si sono ritrovati ad affrontare delle problematiche: se da un lato infatti c’è un risparmio economico che permette di reinvestire in servizi di altro tipo, di fondo ci si può ritrovare con qualche utente spaesato e che magari protesta. Posso citare anche casi di aziende che utilizzano software libero o proprietario a seconda del progetto su cui lavorano.

Per voi questo sembra rappresentare anche un’occasione di sviluppo economico. Non solo: anche di riconversion,e se non addirittura l’occasione per uno sbocco professionale a quei laureati in ingegneria a Fermo che si ritrovano costretti ad emigrare. Il loro problema è che non trovano in zona un lavoro nel settore in cui hanno studiato. Ci sono pochissime aziende che fanno innovazione, anche se alcune realtà interessanti iniziano a venire fuori. La loro esplosione aiuterebbe a superare la crisi del calzaturiero, cominciando ad investire in qualcosa che nel lungo periodo avrà un futuro.

Le infrastrutture tecnologiche sono però un problema serio. Abbiamo zone industriali come San Marco alle Paludi con gente che ha difficoltà non dico ad installare la Adsl ma addirittura il telefono! C’è poi Salvano, totalmente scoperta da Adsl, la Girola, metà Capodarco, etc. Zone senza banda larga per aziende che devono confrontarsi con il resto del mondo, che devono lavorare in tempo reale e che si ritrovano invece tagliate fuori. Poi, quando questo funziona, i costi sono assolutamente esorbitanti. Fermo è uno dei primi distretti industriali d’Italia ma queste zone d’ombra sono allucinanti. Le istituzioni dovrebbero fare pressioni sulle aziende di telecomunicazioni.

Ma quanto è diffuso il software libero nel nostro territorio? Diciamo che le nostre iniziative riscuotono sempre un grande successo. Poi, se parliamo di sistema operativo, pensiamo che a livello mondiale la percentuale è intorno al 3-4%. Le cose interessanti sono invece i software creati anche per piattaforme Windows. La gente non deve più comprare ma può utilizzare programmi gratuiti. Ma quello che interessa maggiormente, oltre al lato economico, è l’aspetto filosofico del software Linux. Acquistare o utilizzare un prodotto proprietario significa finanziare una multinazionale. Utilizzare piattaforme libere significa far lavorare aziende locali, soprattutto a livello di assistenza. Poi ci sono altri pregi, come quello di lasciare all’utente di modificare e adattare il software, di poterlo utilizzare come crede, invece che essere vincolato nei termini di una licenza che prevede clausole vessatorie. E’ un prodotto che viene sviluppato da una comunità piuttosto che da un’azienda. E la comunità siamo noi utenti.”

INTERNET E SOFWARE LIBERO

Opportunità per aziende e pubblica amministrazione 

FERMO Sala Multimediale, Via Mazzini

Orario: 16.30-19 

Registrazione dei partecipanti 

Apertura dei lavori 

Saturnino di Ruscio Sindaco di Fermo

Massimo Rossi Presidente Provincia di Ascoli Piceno

Mario Forti Direttore di Zona ASUR Z.T. 11 

Moderatore 

Andrea Braconi Corriere News 

Presentazione 

Daniele Colò Presidente Fermo Linux Users Group

Presentazione FermoLUG 

Relazioni 

Mario Nobile Dirigente Servizio Pianificazione e bacini di trasporto, Mobilità territoriale, Informatica.

Due applicazioni della Provincia di Ascoli Piceno basata su Open Source. 

Roberto Baldascino IRRE Marche – Istituto Regionale Ricerca Educativa

Sviluppo e gestione delle conoscenze tramite ambienti FLOSS – Free/Libre/Open Source Software 

Rosario Capparuccia Responsabile Ricerca e Sviluppo Sigma SPA

L’Open Source in azienda. Il caso SIGMA. 

Alberto Franca Responsabile Ufficio Tecnico e Staff CED ASUR Z.T.11

Porte aperte all’Open Source? 

Filippo Maroni Presidente Settore Terziario Confindustria Fermo

Open Source in Confindustria Fermo 

Dibattito 

Conclusioni 

Per informazioni: Massimo Ciccola tel. 329.9619202

info@linuxfm.orgwww.linuxfm.org 





Porcata per porcata

24 10 2007

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Dall’orecchio sinistro Romano Prodi sembra proprio non sentire. L’uomo di Ceppaloni, (ri)sfiduciato, resta ancora ancorato al suo scranno. E il Governo, ostinatamente, prolunga la propria agonia.

Si affonda nel grottesco. Ora dopo ora. Due anni fa, al calar della porcata a firma Calderoli, dal Centrosinistra d’opposizione non si levarono voci dissonanti. Last minute, ma sempre ben gradita, la nuova legge elettorale trovò una laconica approvazione bipartisan. I piccoli respiravano nonostante le indigenti percentuali (il vero precariato…), i grandi avevano carta bianca per l’attivazione di un riciclaggio completo della propria nomenclatura.

Ma, ad urne chiuse, nulla è cambiato. Si è preferito navigare in un limbo, facendo carta straccia di uno smisurato programma elettorale. L’orizzonte – come dar loro torto – si presentava alquanto minaccioso. Meglio quindi impegnare energie nelle “nuove forme di partecipazione democratica” (PD, Sinistra Democratica e affini, Socialismo del terzo millennio) piuttosto che dedicarsi all’indispensabile.

La riforma del sistema elettorale? L’incapacità, mista a negligenza, li porta già a parlare di governo tecnico per “compiere quelle riforme di cui il paese ha bisogno”. Già, il paese. L’alibi per tutte le stagioni. Il pretesto per resistere al disordine politico, rimodulandone consenso e complicità. Dentro e fuori le istituzioni.





Poco Clemente

22 10 2007

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Massimalista. Estremista. E, naturalmente, comunista. Su quel che resta dell’italica Sinistra giornalisti ed editorialisti fanno da mesi un fuoco incrociato. L’obiettivo? Scavare lo Zanichelli alla ricerca del sostantivo più originale.

Ora, sono già scivolato sul “sinistro” argomento svariate volte, dal PD di Veltroniana gestazione a quel rifondismo misto pacifismo del sempre più politically correct Bertinotti. Quello che mi preme sottolineare oggi è un altro aspetto: la tenuta di una coalizione protetta da garze e cerotti.

Si fa un gran vociare sulla ipotetiche responsabilità in caso di ritorno alle urne. Giordano, Diliberto e Pecoraro Scanio i maggiori indiziati. Ma a questa quotidiana caccia all’assassino sfuggono due nomi, messi al contrario sull’altare di una politica armoniosamente coerente.

Quel Mr LD (Lamberto Dini) che, a rotazione, attraversa l’intero schieramento parlamentare, fondando e rifondando partiti e/o movimenti.

E poi c’è l’astuto uomo di Ceppaloni, Clemente Mastella. Che, tra un piagnisteo televisivo e l’altro, prima ordina il trasferimento d’ufficio “per ragioni d’urgenza” di De Magistris dalla Procura di Catanzaro, per poi fingersi sorpreso quando la stessa Procura avoca al pm l’inchiesta “Why not” sull’intreccio tra affari e massoneria. E che vede indagato, tra gli altri, proprio il Guardasigilli. Lungimirante, verrebbe da dire.

Lui, persona retta ed onesta al punto da ignorare il passato (e il presente) criminale di Francesco Campanella, l’artefice nel 2003 del viaggio del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano verso una clinica di Marsiglia, e del quale il buon Clemente fu addirittura testimone di nozze.

Si è arrabbiato, stamane, il Ministro di Grazia e Giustizia. Minacciando il non voto dell’Udeur sulla Finanziaria in mancanza di un chiarimento all’interno della maggioranza. Non aspettandomi dimissioni da un’anima così pregna di purezza, attendo che sia Romano Prodi a compiere quanto andava fatto molto tempo prima delle elezioni del 2006. Allontanando chi, le Istituzioni, continua a sbeffeggiarle tra un volo (di Stato) e l’altro. E che di segnali di insofferenza ne ha già ostentanti in quantità assai superiore rispetto a quelli provenienti da Sinistra.





Piazza dei Bambocci

19 10 2007

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Dal blog di Massimo Del Papa (www.babysnakes.splinder.com): 

Dal “Corriere della Sera” di oggi. “Ai funerali di Bruno Piccolo, il pentito suicida grazie alla collaborazione del quale si è giunti ad identificare i presunti autori dell’omicidio Fortugno, il popolo dell’Antimafia era assente. Assente il sindaco di Locri, la politica, Maria Grazia Laganà, vedova di Fortugno, i ragazzi di Locri.

Per forza, lì le telecamere non c’erano. E i ragazzi erano altrove, a sorreggere la Forleo sotto un Palazzaccio assai lontano. Girano sempre, sono sempre in tournée. Ha detto ieri uno dei bambocci di Locri, l’occhio fisso alle telecamere: “Noi siamo stati i primi a difendere Clementina”. Bravi, applausi: ma difenderla da cosa? Non he hanno idea, e non se la pongono. L’importante è striscionare, l’intendenza seguirà (chi l’ha detto?). Pensavo che mandasse anche un bacio, il portavoce di se stesso, invece si è tenuto. Sarà per la prossima volta.

Continua il Corriere: A difendere la memoria del collaboratore di giustizia solo il vescovo Giancarlo Maria Bragantini: “La città non può e non deve dimenticare il gesto controcorrente di Bruno Piccolo. Vorrei che Locri intitolasse a questo giovane una strada, una piazza, una scuola. C’è in città una cattiva coscienza che ritiene assassino chi denuncia il male e non chi lo compie”.

La coscienza sarà cattiva, ma l’ipocrisia di certa antimafia dei pannolini è di prima qualità.

mdp 

Accade anche nella “civilissima” terra fermana. Come quando una famiglia vittima di usura viene cacciata dalla propria abitazione e il “civilissimo” movimento antimafia tutto convegni e pagine (di giornale) prende le dovute distanze. Una via, una piazza o una rotonda fresca di inaugurazione i movimentisti locali non l’hanno ancora formalmente richiesta. Ma il sipario, per loro, è sempre pronto ad aprirsi.





Al ritmo della ‘ab music’

18 10 2007

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TAM Tutta un’Altra Musica riparte da Grottazzolina. E’ infatti programmato per venerdì 19 ottobre nel club ricavato nel ridotto del Teatro Novelli, il primo appuntamento della stagione 2007-2008 della rassegna ideata da Giambattista Tofoni.

Sul palco, a partire dalle ore 21.30, Ab Baars, clarinettista (e sax tenore) olandese, partner di Roscoe Mitchell, del settetto di Guus Janssen, del Theo Loevendie Consort, della Willem van Manen’s Springband e dell’ottetto di Maarten Altena. Membro stabile dell’ICP Orchestra, Baars utilizza uno stile molto personale che Misha Mengelberg chiama ‘ab music’. Il suo nome è di quelli che maggiormente brillano nel denso panorama dell’avanguardia continentale, grazie al fatto che proprio i Paesi Bassi sono stati i primi ad accogliere favorevolmente la musica jazz negli anni Trenta e in tempi più recenti a consentire agli artisti locali e comunitari di questa tendenza di lavorare in assoluta libertà persino con sussidi statali.

Con lui suoneranno Wilbert de Joode (basso), Martin van Duynhoven (batteria) e Ken Vandermark (sax tenore, clarinetto).

Per informazioni: tel. 338.4321643 – www.tamfactory.net





Mai tardi

18 10 2007

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 Domenica 21 ottobre, alle ore 18, la Libreria Arcobaleno di Civitanova Marche ospiterà la seconda tappa del “Mai tardi tour“, un colloquio fatto di musica e parole con Massimo Del Papa, scrittore ed editorialista del “Il Mucchio”, e Paolo Benvegnù, fondatore degli Scisma e ora musicista solista.Del Papa esce in questi giorni con “Presto o tardi”, il nuovo libro, mentre  Benvegnù presenta il nuovo Ep di 5 brani dal titolo “14-19″. 

Da Il Mucchio Selvaggio

Massimo del Papa e Paolo Benvegnù in tour insieme: Paolo Benvegnù e Massimo Del Papa, due milanesi in autoesilio, dopo un reciproco e tortuoso inseguimento si raggiungono e non si lasciano scappare l’occasione per partorire una spettacolare confusione, due ore per raccontarsi, ciascuno con le sue corde. Un confronto di memorie e sensazioni a botta e risposta, dove brani dalla produzione dell’uno si alternano a pezzi dell’altro, a creare uno shock continuo nel segno della sincerità e della trasmissione di emozioni.

Paolo Benvegnù, dopo “Piccoli fragilissimi film” del 2004 e il successivo ep “Cerchi nell’acqua”, sta ultimando un nuovo mini con 5 inediti, in uscita a ottobre, che farà da apripista al cd con 12 brani inediti in programma all’inizio del 2008.

Massimo Del Papa esce sempre a ottobre col nuovo libro “Presto o tardi”, che segue di circa un anno “Il mio mestiere è questa vita” (entrambi autoprodotti).