Stop al “sacco” del territorio marchigiano e ai nuovi “ecomostri” che seppelliranno le nostre colline sotto milioni di metri cubi di inutile cemento. Tutelare, salvaguardare e valorizzare il territorio è l’obiettivo del nuovo Coordinamento regionale per la salvaguardia e la tutela del paesaggio delle Marche presentato in conferenza stampa in Regione e che è stato formalmente costituito grazie all’interesse e l’attenzione di molte associazioni operanti sul territorio. Quasi 40 i comitati, i movimenti e i circoli che hanno scelto di aderire e farsi portavoce di questa nuova iniziativa.
“La preoccupazione comune – ha spiegato Franco Frapiccini, coordinatore del progetto – è l’allarmante consumo del territorio a vantaggio di zone industriali, frutto di un uso ormai sistematico della contrattazione tra potere politico e speculazione immobiliare a tutti i livelli istituzionali“. Da troppo tempo viene utilizzato il territorio marchigiano senza considerare l’impatto che l’urbanizzazione, le aree industriali, l’utilizzo delle coste hanno sull’ambiente e sul paesaggio. E così aumentano gli ecomostri: dalla Quadrilatero alla questione ‘Mezzina’, dai porti ai villagi turistici, fino ai piani regolatori da milioni di metri cubi di cemento, come quelli di Recanati, Osimo, Sassoferrato, ecc.
Gli interessi particolari prendono il sopravvento sugli interessi comuni col risultato di un consumo selvaggio del più grande dei beni comuni: l’ambiente! “NON RUBATECI IL NOSTRO FUTURO, AIUTATECI A SALVARE CIO’ CHE DI BELLO E’ ANCORA SALVABILE”: questo l’urlo di denuncia che accomuna tutti gli aderenti. Il paesaggio è un patrimonio culturale eccezionale e una risorsa economica preziosa di valore inestimabile e distruggerlo sarebbe una follia ed un danno irreparabile per la nostra Regione e non solo.
Dal 2000 ad oggi sono stati rilasciati permessi per costruire per una media di otto milioni di metri cubi all’anno (fonte Istat), di cui cinque milioni per fabbricati non residenziali. Il risultato è l’aver trasformato terreni rurali produttivi in capannoni inutilizzati. Basta ricordare che dal 1960 ad oggi sono scomparsi 214mila ettari di superficie agricola, pari all’incirca all’estensione della Provincia di Ancona. E se 40 anni fa le aree rurali contavano 900 mila ettari, pari al 92% delle Marche, oggi siamo a 688mila (71% del totale regionale). Altri tre milioni di metri cubi all’anno vengono autorizzati per la costruzione di fabbricati residenziali, ma il loro moltiplicarsi non va poi a coprire l’effettivo bisogno di abitazioni da parte di giovani coppie, anziani, immigrati. Colpa di uno stravolgimento del mercato dove l’aumento dell’offerta non ha portato, come accade in qualsiasi altro settore, un abbassamento dei prezzi delle case, i quali dal 2000 ad oggi sono invece paradossalmente aumentati del 50%.
L’intento comune è quello di sensibilizzare le istituzioni ad una legiferazione più oculata e meno miope in vista dell’approvazione della nuova legge urbanistica regionale e il nuovo piano paesaggistico. L’obiettivo è ottenere una maggiore responsabilizzazione degli Enti Locali, una maggiore autorevolezza nella programmazione e controllo e la ricerca della bellezza e dell’eccellenza nelle proprie città.A tale scopo il Coordinamento ha lanciato una raccolta di firme rivolta a tutti i marchigiani che hanno a cuore le sorti della propria Regione. Sarà possibile sottoscrivere l’appello (disponibile su www.legambiente-marche.com) in tutte le sedi delle associazioni coinvolte, oltre che nel corso delle varie manifestazioni che verranno organizzate a partire da dicembre. Per Natale ai marchigiani il coordinamento chiede di regalarsi il futuro del nostro territorio. Tra gli amanti del nostro paesaggio e promotori dell’appello ci sono personaggi noti del calibro di Elio di “Elio e le Storie Tese”, Giobbe Covatta e Tullio Pericoli.
Hanno sottoscritto l’appello
Acli, Arci Marche,Arcipelago Verde, ArcheoClubItalia, Associazione Agritur-Aso, Associazione Aprile Marche, Associazione Aprile Marche, Associazione Culturale “Settimia Spizzichino” di Gagliole, Associazione Polis Nova, Associazione Metauro Nostro, Cgil Marche, Cia Marche, Cittadinanzattiva, Comitato “Ambiente Sviluppo Tradizione e Cultura” No Mezzina, Coldiretti Marche, Comitato Tutela Valle Piediripa-San Claudio, Confagricoltura Marche, Ekoclub Marche, Federazione Pro Natura Marche, Federconsumatori, I Poeti dell’Eremo, Italia Nostra Marche, Laboratorio Recanati, Legambiente Marche, Lipu Marche, Mdc, Officina Sociale Rebelde, Progetto Tetrapa, Slow Food Corridonia, WWF Marche, Lupus in Fabula, Antenna via Abbazia, Giù le mani dal galoppo, parco I maggio, S.o.S (solo opere sane) via Verdi.
APPELLO PER SALVARE IL PAESAGGIO DELLE MARCHE
Al Presidente della Giunta Regionale
Ai Presidenti delle Province delle Marche
Ai Sindaci dei Comuni Marchigiani
Il consumo di territorio nella nostra regione è sempre più allarmante, le città si espandono a macchia d’olio, nelle campagne le residenze si moltiplicano, le zone industriali crescono a ritmo frenetico, le coste si stanno trasformando in una linea ininterrotta di edifici. Se si continua così non avremo più né il paesaggio rurale, né città piacevoli, ma una brutta, diffusa e indistinta periferia. Troppo spesso si costruisce non per rispondere a dei bisogni reali, ma sulla spinta di interessi forti e diffusi. Mentre si moltiplicano gli edifici residenziali, infatti, aumenta anche il bisogno insoddisfatto di alloggi per le giovani coppie, per gli anziani economicamente svantaggiati, per gli immigrati. Mentre si trasformano, in tutta la Regione, migliaia di ettari di terreno da rurale a industriale, si moltiplicano i capannoni inutilizzati.
La cosa più preoccupante è che tutto ciò è principalmente dovuto alla mancanza, da parte degli organi politici della Regione, di una chiara e decisa strategia sul governo del territorio. La distruzione del paesaggio marchigiano cui ogni giorno stiamo assistendo è piuttosto il risultato di un approccio particolaristico da parte di ciascun Comune che tende però, drammaticamente, verso la stessa direzione di degrado, a causa dell’uso ormai sistematico della “contrattazione” tra potere pubblico e speculazione immobiliare a tutti i livelli istituzionali, che il più delle volte porta a piegare le regole della pianificazione all’interesse privato, (varianti infinite, progetto “Quadrilatero”..).
In questo quadro già di per sé preoccupante, molti piani regolatori comunali approvati recentemente, prevedono forti espansioni residenziali e produttive che, se non limitate, potrebbero portare ad una crisi del settore per eccesso di offerta e, contestualmente, ad un danno gravissimo e irreversibile alla bellezza del territorio della nostra Regione. Il paesaggio è un patrimonio culturale eccezionale e una risorsa economica preziosa di valore inestimabile. Distruggerlo (con una cementificazione incontrollata e inarrestabile) sarebbe una follia ed un danno irreparabile per la nostra Regione.
A ciascuno dei destinatari di questo appello chiediamo “NON RUBATECI IL NOSTRO FUTURO” “AIUTATECI A SALVARE CIO CHE DI BELLO E’ ANCORA SALVABILE” La circostanza che si stiano per varare o che siano in cantiere, a livello regionale la nuova “legge urbanistica regionale” e il nuovo “piano paesaggistico” può e deve costituire un momento di importanti decisioni, per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio marchigiano (sono comprese in questo termine non solo le risorse naturali, ma anche le trasformazioni prodotte dall’azione dell’uomo nel corso dei secoli) che mai come adesso rischia di essere danneggiato in modo irreversibile. Sono decisioni e provvedimenti alla cui formazione, tutti coloro che sottoscrivono il presente appello e tutti coloro che ad esso aderiranno nei prossimi mesi, intendono partecipare attivamente in forme coordinate.
Alla REGIONE chiediamo di esercitare con efficacia ed autorevolezza i poteri di programmazione e di controllo. Non ci si può deresponsabilizzare richiamandosi passivamente all’autonomia degli Enti Locali. E’ compito specifico della Regione progettare e governare, in maniera integrata e cooperativa, il futuro delle Marche. E’ urgente che la stessa formuli una strategia di governo del territorio (analogamente a come ha cominciato a fare con il Piano Energetico Regionale), che si basi sulla valorizzazione della tipicità e della bellezza del paesaggio marchigiano, come risorsa di lungo termine e presupposto di sviluppo, benessere e qualità della vita. Ciò può essere fatto in tempi rapidi, se c’è una chiara volontà politica, come è stato dimostrato dalla Regione Sardegna con la recentissima adozione del nuovo “piano paesaggistico regionale” fortemente voluto dal suio Presidente Renato Soru, con la previsione di un vincolo forte e incisivo su tutta la costa)
Alle PROVINCE chiediamo di orientare e coordinare con sempre maggiore efficacia i piani regolatori dei Comuni. La pianificazione provinciale deve aiutare i Comuni a raggiungere obiettivi di qualità e a respingere le pressioni degli interessi particolari protesi verso uno sviluppo meramente quantitativo.
Ai COMUNI chiediamo di perseguire la qualità, di ricercare la bellezza e l’eccellenza per le proprie città. Il consumo del territorio e la distruzione del paesaggio vanno fermati. Occorrono azioni di riqualificazione e rinaturalizzazione per ottenere ambienti più sicuri e salubri, per avere città più vivibili e accoglienti, per promuovere relazioni umane più ricche e solidali. Soprattutto chiediamo di trovare altri modi di far fronte alle esigenze dei bilanci comunali, piuttosto che la soluzione miope e dannosa, di urbanizzazioni indiscriminate, che compromettono per sempre la bellezza dei nostri paesaggi.
CHIEDIAMO pertanto al governo regionale ed ai governi locali, innanzitutto atti coraggiosi ed efficaci per fermare questa deriva e avviare una svolta nella direzione di un corretto uso delle risorse, a partire dal territorio.
Ufficio Stampa Coordinamento
Gabriele Giangiacomi 347.4961301
Massimiliano Paoloni 335.1038834
Francesca Pulcini 320.3286190
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