La Shoah in Italia: la deportazione

31 01 2008

shoah-01.jpg

COMUNICATO STAMPA

L’Istituto Storico di Fermo e l’Associazione Casa della Memoria di Servigliano organizzano venerdì 1 e sabato 2 febbraio due incontri per celebrare il Giorno della Memoria.Il tema della Shoah sarà approfondito con particolare attenzione alla dimensione italiana della deportazione, toccando sia luoghi significativi che appartengono al nostro territorio, come il Campo di concentramento di Servigliano, ma anche presentando la vicenda del Campo di Fossoli.

Ormai da alcuni anni l’Associazione Casa della Memoria cerca di stabilire contatti con altri luoghi della memoria della Shoa. Lo scorso anno alla cerimonia per il Giorno della Memoria hanno partecipato due storici della Maison d’Izieu,, importante istituzione di ricerca storica nel sudest della Francia.Quest’anno si avrà modo di cogliere, attraverso la storia del Campo di Fossoli, quella sottile trama che alimentava la politica di sterminio degli ebrei durante gli anni di occupazione nazifascista.Ormai da alcuni anni l’Associazione Casa della Memoria cerca di stabilire contatti con altri luoghi della memoria della Shoa. Lo scorso anno alla cerimonia per il Giorno della Memoria hanno partecipato due storici della Maison d’Izieu,, importante istituzione di ricerca storica nel sudest della Francia.Quest’anno si avrà modo di cogliere, attraverso la storia del Campo di Fossoli, quella sottile trama che alimentava la politica di sterminio degli ebrei durante gli anni di occupazione nazifascista. 

A Servigliano, appena qualche giorno dopo l’8 settembre 1943 iniziava infatti l’internamento degli ebrei nel Campo di concentramento. Erano poche decine, arrestati nell’entroterra, dove cercavano e spesso trovavano aiuto presso i contadini. Si trattava di famiglie composte da bambini, alcuni di pochi mesi, e da anziani.

Carla Bassani, aveva 13 anni quando fu imprigionata nel Campo di Servigliano: ‘… il vitto era cosa davvero penosa: si trattava di fagioli e piselli pieni di vermi. E’ davvero indescrivibile l’odore nauseabondo di quella brodaglia. Qualche volta, tenuto conto della scarsità di cibo, autorizzavano qualcuno di noi ad andare per le case ad elemosinare un pezzo di pane, sempre accompagnato dalle guardie.’

Le condizioni climatiche furono molto dure in quei mesi invernali del ‘43. Continua la Bassani: ‘…il freddo fu terribile e passammo dei giorni davvero brutti: non c’era acqua e dovevamo sciogliere la neve. Per fortuna nelle baracche trovammo le coperte dei prigionieri alleati e mia madre mi fece un cappotto, perché io crescevo e non mi andava più niente. D’altronde eravamo fuggiti da Venezia con pochissime cose e nessuno immaginava di dover affrontare un duro inverno in quelle condizioni. Avevo degli zoccoli rattoppati con pezzi di coperte.’ 

La sera del 3 maggio 1944, un aereo inglese bombardò una parte del Campo, aprendo una breccia e permettendo agli ebrei internati di fuggire. Ciascuna famiglia prese le cose più indispensabili e cercò riparo nei dintorni. Ma di notte, con anziani e bambini, era difficile organizzarsi, perfino muoversi. Qualcuno trovò riparo sotto gli alberi per ripararsi dal freddo della notte, oppure nei fienili, i più fortunati anche nelle case. Ma poi? Il giorno dopo la realtà si presentava in tutta la sua asprezza: era impossibile fuggire, nascondersi e sopravvivere senza aiuto!

I gruppi familiari erano dispersi nella campagna. Alcuni vennero subito ripresi dai militari, altri decisero di rientrare, non sapendo cosa fare: erano in 31. Per loro la sorte sarà crudele perchè il giorno seguente verranno trasferiti a Fossoli e di là, il 16 maggio, saranno deportati ad Auschwtz, dove troveranno tutti la morte. Fossoli era il più grande campo di concentramento e di transito d’Italia. Lo stesso dove trascorse alcune settimane Primo Levi, prima della sua deportazione ad Auschwitz, come scriveva in “Se questo è un uomo“.

Gli altri ebrei, invece, riusciranno a salvarsi, grazie all’aiuto di anonimi coraggiosi che, esponendosi a gravissime conseguenze, decisero di esprimere solidarietà a quelle persone inermi, e di ribellarsi all’autorità nazifascista. Gli ebrei furono così nascosti nelle case, dove attesero l’arrivo degli alleati. 

Il programma prevede un intervento Prof. Filippo Ieranò, presidente dell’Associazione Casa della Memoria sul tema “La Shoa in Italia e il campo di concentramento di Servigliano”. Seguirà la Dott.ssa Maria Peri, Associazione Mnemos della Fondazione Fossoli, che relazionerà su “Il Campo di Fossoli e la deportazione degli ebrei”.

Durante l’incontro verranno proiettate immagini e documenti storici. Inoltre, le classi delle scuole medie di Grottammare, Comunanza, Monte San Martino e Servigliano presenteranno dei lavori preparati dagli alunni. L’incontro sarà coordinato da Giuseppe Millozzi della Casa della Memoria. 

Per informazioni: info@casadellamemoria.orgwww.casadellamemoria.org





Sostiene Della Valle…

30 01 2008

della-valle-01.jpg 

Quanti di voi hanno avuto l’ardire di ascoltare Diego Della Valle a Ballarò? Ora, presso atto del suo affetto per quel ‘povero’ Mastella (“è quasi mio fratello”…), bersagliato da Diliberto e dalla Finocchiaro sulla crisi di Governo, l’imprenditore made in Casette d’Ete ha perso la bussola. La provocazione di Epifani sull’elargizione senza contrattazione con i Sindacati di 1.400 euro annui ai dipendenti delle sue aziende ha svincolato – in Della Valle – pensieri in libera uscita.  In un comunicato inoltrato da Gianni Venturi, Segretario Generale Cgil Marche, ho trovato la migliore risposta possibile. 

E’ comprensibile che Della Valle, per ragioni legate alla sua professione di imprenditore globale, sia spesso in giro per il mondo. Bisognerà però che qualcuno lo informi, magari la Confindustria stessa, che in Italia, pur essendoci l’esigenza di nuove regole per la contrattazione collettiva e di un diverso rapporto tra fisco e salari “qualcosa” esiste già.

Qualcuno dovrebbe informare Della Valle del fatto che le imprese, a partire legittimamente dalla sua, hanno già avuto con la Finanziaria dello scorso anno una consistente riduzione del cuneo fiscale e quindi del costo del lavoro e che non più tardi del 23 di luglio si è definito un accordo, sottoscritto anche da Confindustria, per la de-tassazione degli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione aziendale.

E’ quindi evidente che esistono già regole, per quanto imperfette, e spazi, per quanto insufficienti, per lo svolgersi di un corretto sistema di relazioni industriali fondato sulla legittimazione reciproca delle parti.

Non ci si può quindi appellare a vuoti legislativi e di norme contrattuali per spiegare una decisione unilaterale che, anche se informata a logiche solidaristiche, produce una evidenze negazione del diritto alla rappresentanza collettiva dei lavoratori.

Della Valle sostiene di “aver avuto da tempo nella pancia l’intenzione della gratifica”: avremmo sinceramente preferito che la gestazione avvenisse in un’altra parte del corpo, essendo indispensabile per le imprese e per i lavoratori la costruzione di una prospettiva di competitività e solidarietà pensata, regolata e condivisa.

Della Valle sostiene che “al momento giusto ci vedremo”. Prendiamo atto di una disponibilità che appare però subordinata alla definizione di nuove regole dato che quelle esistenti non sembrano di gradimento dello stesso Della Valle.

Intanto si rispettino le regole esistenti e con quelle si apra un tavolo di confronto tra l’Azienda e le RSU elette dai lavoratori del gruppo Tod’s.

Sarebbe già questo un passo utile a riportare le intenzioni e le dichiarazioni di principio nell’ambito di comportamenti coerenti e verificabili, fuori da possibili interpretazioni strumentali.





Bassa classifica

29 01 2008

paulo-cesar-01.jpg 

La città di Potenza Picena si sta specializzando in ‘cittadinanze‘. Da alcuni anni in quel Municipio si susseguono firme e giuramenti di sportivi di caratura internazionale: dalla tennista argentina Sabatini ai calciatori Camoranesi, anch’esso argentino e perno della Juventus, ed il carioca Cicihno, laterale ex Real Madrid, oggi alla Roma.

Leggo del conferimento della cittadinanza potentina a Paulo Cesar, calciatore brasiliano del Toulose, campionato francese. C’è un passaggio, nel comunicato stampa inoltrato che stimola una riflessione: “A differenza dei suoi predecessori per Paulo Cesar non si è trattato, tuttavia, di una procedura “iuris sanguinis” in quanto il ragazzo non ha radici italiane ma il legame che gli ha consentito di avere cittadinanza potentina è rappresentato dalla moglie Camilla Zarella che, pur essendo nata a San Paolo del Brasile, ha i nonni originari di Terni.

E’ cosa nota che di privilegi economici il mondo sportivo si nutre. A volte legittimamente (senza però a guardare ai bilanci della singole società, dissestati al richiamo dell’ultimo fuoriclasse e ripianati nottetempo con operazioni illecite). Ma questi privilegi burocratici – l’iter legale, ad esempio, può essere avviato in qualsiasi Comune della penisola, a discrezione del proprio avvocato - stridono drammaticamente con il contesto adiacente, fatto di clandestinità, di centri di permanenza temporanea, di quote d’ingresso. E di razzismo strisciante. Siamo di fronte, anche in questo caso, ad una sconcertante doppiezza della normativa. Per conferma, basta chiedere a quelle migliaia di immigrati che – dal basso della ‘classifica’ – da decenni richiedono, senza ottenerlo, il ricongiungimento familiare. Loro sì, condannati sempre alla retrocessione.





Marcia del Camposanto

25 01 2008

prodi-01.jpg 

E lo portaron al Camposanto / gonfio di birra senza rimpianto / se lo portaron seduto in trono / quattro becchini al passo lento del perdono 

due passi avanti tre passi indietro / sotto la luna livida dello spineto / la cinciallegra rimase affranta / il gallo dorme e la civetta canta  

nelle pannocchie tra il frumentone / passò il bastone curvo della processione / la cornacchia gracchia alla macchia / la gazza luccica sul becco del trombone  

e per la lagna della malogna / che non portasse un’altra volta la scalogna / l’arciprete non volle messe / e solo un tocco al sacrestano gli concesse  

e la buonanima del Materdomina / soffia nel mantice della fisarmonica / la marescialla zoppa di guerra / balla la polka  della stampella  

nel tabernacolo del camposanto / la mammanonna lo depose come un guanto / dentro la cassa porta il tesoro / e sopra gli occhi due zecchini d’oro  

e per la Grazia del suo Mistero / e per la cantica e la tremola del cero / dalle stelle sparate in cielo / la luna venne col suo manto nero 

gli tolse gli occhi gli tolse il pianto / che non portasse l’amarezza dentro il campo / si prese in cambio l’oro zecchino e lo brillò nell’oro in bocca del mattino  

e per la Grazia dello zecchino / brillò più forte l’oro in bocca quel mattino 

Vinicio Capossela





Arrivano i circoli

23 01 2008

circoli-01.jpg 

Mi è arrivata una convocazione per una conferenza stampa, in programma giovedì 24 gennaio. Tema: “presentazione del processo fondativo dei CIRCOLI del Partito Democratico della Provincia di Fermo”.

Mi invitano ‘caldamente’ a partecipare. Non mancherò. Anche perché sono curioso di sapere se l’utilizzo del termine CIRCOLI rientra in quell’intesa elettorale con il Popolo della Libertà (ex Forza Italia) che dai propri Circoli (‘del buon governo’ e ‘della libertà’) trae linfa vitale. D’altronde, la linea perseguita dal Governo (ex, tra qualche ora?) Prodi in 20 mesi ricalca – in certi casi accentuandola – quella del precedente Governo Berlusconi: dagli attacchi alla magistratura al condizionamento dell’informazione, dalla tutela degli interessi privati all’assenza di una programmazione sostanziale.

Non stupisce, quindi, che i nuovi ‘complici’ arrivino persino ad una condivisione di sostantivi ed espressioni lessicali. 





La città tradita

22 01 2008

fermo-01.jpg

Una centrale a biomassa da 24 mega watt. Una fabbrica di pannelli solari. Un motodromo. Una strada, la Mare-Monti, a quattro corsie. L’allargamento della zona industriale già esistente. Un depuratore. Con l’aggiunta del nuovo casello autostradale di Porto Sant’Elpidio, che convoglierà vetture e tir provenienti da nord verso Fermo.

Anche a San Marco alle Paludi la popolazione si mobilità contro le sciagurate scelte dell’amministrazione locale e della Regione Marche. Un’assemblea pubblica è infatti programmata per martedì 22 gennaio, alle ore 21.30 presso la parrocchia di San Tommaso di Canterbury. Sarà Don Vinicio Albanesi a fare gli “onori” di casa all’assessore regionale Paolo Petrini, al presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi, al sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio e ai numerosi politici del territorio che, nonostante il compiaciuto avvallo ad interventi che, di fatto, devasteranno l’area, non mancheranno alla parata.

Per chi fosse interessato, è disponibile (andrea.braconi@gmail.com) il dossier “La valle tradita, presentato ieri in conferenza stampa dallo stesso Don Vinicio. Un documento che ripercorre le origini della frazione, la sua mancata crescita e l’assenza di una progettazione condivisa e partecipata. Più o meno quanto avvenuto in altri quartieri della città, vuoi per opzioni urbanistiche devastanti (Piazzale Azzolino ed Area Vallesi), vuoi per l’installazione di antenne di telefonia mobile (Santa Caterina), vuoi per l’insediamento di fabbriche altamente inquinanti (Girola), vuoi per le arbitrarie concessioni di spazi in aree protette (deposito di sabbia a Marina Palmense), vuoi infine per i misteriosi conferimenti di rifiuti provenienti dalla Campania (molto prima della recente crisi e dei patetici moti di solidarietà, ndr).

E’ in movimento uno scempio di proporzioni incalcolabili, dentro e fuori la “città tradita”. Si rincorrono senza tregua speculazioni ed interessi privati, innaffiando così il proprio giardino elettorale. Ecco perchè sostenere questi comitati, partecipando, è un atto che dobbiamo a noi stessi e alla nostra storia.





Rendiamo conto all’immagine

21 01 2008

miola-01_edited.jpg

Io penso più all’immagine in sé che alla tecnica o al supporto con il quale è stata realizzata. Qualche anno fa, ad esempio, feci un poster del primo maggio per la Provincia di Ascoli Piceno con una foto realizzata… con una macchina usa e getta!”. Alessandro Miola, fermano doc nato nel 1974, operatore della redazione marchigiana della RAI da oltre un decennio e collaboratore de Il Messaggero, affronta deciso il problema: la fotografia di cronaca, nonostante la degradazione a corollario di articoli e interviste, resta un vero e proprio reportage.

Lasciamo stare le conferenze stampa, con foto che potrebbero essere fatte da chiunque. Il nostro è comunque un lavoro artistico. Ma il gioco deve valere la candela, altrimenti sono più le spese per gli spostamenti che il resto. Perché l’aspetto economico conta: questa per noi è una professione. Le fotografie di cronaca rimarranno negli archivi e saranno le immagini sociali del territorio. Non pensiamo alle foto striminzite pubblicate dai quotidiani. Dietro c’è un archivio piuttosto cospicuo che se uno ci facesse una mostra sarebbe fotografia artistica ugualmente.

Un attenzione che si respira invece in altri contesti.A differenza delle grandi città italiane, dove esistono dei fotografi specializzati che curano un settore specifico (teatro, moda, sport, pubblicità, etc), in provincia sono rare queste figure. Per quanto riguarda i giornali, quelli stranieri danno sicuramente più importanza alle immagini. Qui, purtroppo, non c’è più una selezione. Ed è per questo che pur lavorando sempre con la fotografia, alla fine per me resta la spalla, non la colonna portante.

Il tuo presente è però caratterizzato dalla collaborazione con lo scultore Sandro Bartolacci.La nostra mostra, dopo Salisburgo, è adesso a Verona. Con il precedente lavoro eravamo stati ospitati anche in Olanda. E’ stato Sandro a coinvolgermi. Io avevo abbandonato da tempo la fotografia artistica, anche per cause di lavoro. Con Sandro ritrovo il modo… anche perché lui mi da delle scadenze!

Hai anche raccontato il territorio con un libro fotografico su Monte Urano. Per più di un mese ho girato per Monte Urano, cercando le situazioni che più rappresentassero il paese. Lì c’è la banda, e loro tengono più alla banda che… Poi naturalmente le scarpe, i volti. E’ un reportage con un inizio ed una fine. Non sono foto ne messe a caso, ne tanto meno fatte a caso. E anche le foto con Sandro non sono fatte per caso, ma hanno sempre una storia dietro.





Picciotti si resta. E lui, modestamente…

18 01 2008

cuffaro-03.jpg

 Nell’ottobre 2007 (quindi soltanto 4 mesi fa..), Totò VasaVasa Cuffaro aveva annunciato su La7: “Mi dimetto se condannato per mafia”. E, rincarò spavaldamente la dose,”senza attendere il verdetto definitivo della Cassazione”. Oggi la sentenza di primo grado della terza sezione penale del Tribunale di Palermo è arrivata: 5 anni (la richiesta era di otto) per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio. Esclusa l’aggravante di favoreggiamento ma applicata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Il processo per le talpe alla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) segna una svolta nello scenario criminale e politico dell’isola. Ma il Governatore, come da copione, fa subito dietro front: “Resto presidente della Regione: non ho mai favorito la mafia. Quello che farò lo sapete già. Domani alle 8 sarò al mio tavolo da lavoro. Grazie a tutti i siciliani che mi hanno sostenuto”.

C’è un filo diretto tra la Cuffarò novella e la dinasty ceppaloniana: il rumore di fondo, stridente e risolutivo. Per distogliere l’attenzione. Per conservare quanto (di peggio) garantito agli ‘amici’ ed agli ‘amici degli amici’. Per consolidare clan istituzionali, al centro dell’impero ed alla sua periferia. Per rimarcare le discrepanze da una società civile candidamente – e colpevolmente – gravida di attese.





Mi dà Carta, per favore?

17 01 2008

carta-day-01.jpg

Il settimanale Carta (www.carta.org) che trovate in edicola il 18 e il 19 gennaio è totalmente rinnovato. Quello è il giorno del Carta day. Non si tratta di dire v. a qualcuno o di inneggiare alla family, ma di andare in edicola e chiedere «mi dà Carta, per favore?». Chiediamo cioè un nuovo aiuto, a lettori, abbonati, soci, amici, compagni, a chiunque creda che un giornale indipendente ha il diritto di arrivare ai suoi lettori. Chiediamo loro di disobbedire [civilmente] al sistema di distribuzione della stampa, che premia i soliti grossi e punisce i piccoli. Così potremo capire dove e quanto far arrivare il settimanale e far capire ad edicolanti e distributori che esistiamo anche noi. E poi assaggerete il nuovo Carta. Magari vi verrà voglia di un Carta Day tutte le settimane (www.carta.org/rivista/12407). 

CARTA DAY IN TRE MOSSE 

1) andare in edicola per verificare la presenza di Carta, acquistandone una copia e comunicandoci l’indirizzo completo dell’edicola [o delle edicole per i più generosi] e la città;

2) invitare altri amici ad acquistare il primo numero del «nuovo» giornale;

3) tornare in edicola il 25 gennaio per verificare il numero di copie vendute nella stessa edicola, comunicandolo a cherubini@carta.org oppure via fax allo 06.45496323 (per altre informazioni: Cinzia, tel. 06.45495659). 

LE EDICOLE IN CUI TROVARE CARTA 

FERMO

Minnucci Raffaellina (Viale della Carriera – tel. 0734.229828)

Rossi Rosella (Viale Trieste – tel.0734.227945)

Vallasciani Elsa (Via Prosperi – tel. 0734.628809) 

PORTO SAN GIORGIO

Pallottini Angelo (Via Milano – tel. 0734.676536) 

ALTRE EDICOLE NELLE MARCHE

http://bottega.carta.org/index.php?main_page=page&id=12





M’illumino di meno 2008

16 01 2008

millumino-di-meno-banner.gif 

COMUNICATO STAMPA 

Per il quarto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 15 febbraio 2008 “M’illumino di meno“, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.  

Dopo il successo delle passate edizioni, Cirri e Solibello, i conduttori di Caterpillar, chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, ristoranti, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all’opinione pubblica come un altro utilizzo dell’energia sia possibile.  

Nelle precedenti edizioni “M’illumino di meno” ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali di tutt’Italia: a Roma si spensero il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala, a Pisa Piazza dei Miracoli, a Siena Piazza del Campo, a Catania Piazza del Duomo, ad Agrigento la Valle dei Templi, e centinaia di altre piazze in centinaia di altri comuni grandi e piccoli.  

La campagna di “M’illumino di meno 2008″ inizierà il 15 gennaio e si protrarrà per un mese fino al 15 febbraio (vigilia dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto), dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.  

Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti. Anche quest’anno la campagna “M’illumino di meno” è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente.  

La redazione di Caterpillar