COMUNICATO STAMPA
L’Istituto Storico di Fermo e l’Associazione Casa della Memoria di Servigliano organizzano venerdì 1 e sabato 2 febbraio due incontri per celebrare il Giorno della Memoria.Il tema della Shoah sarà approfondito con particolare attenzione alla dimensione italiana della deportazione, toccando sia luoghi significativi che appartengono al nostro territorio, come il Campo di concentramento di Servigliano, ma anche presentando la vicenda del Campo di Fossoli.
Ormai da alcuni anni l’Associazione Casa della Memoria cerca di stabilire contatti con altri luoghi della memoria della Shoa. Lo scorso anno alla cerimonia per il Giorno della Memoria hanno partecipato due storici della Maison d’Izieu,, importante istituzione di ricerca storica nel sudest della Francia.Quest’anno si avrà modo di cogliere, attraverso la storia del Campo di Fossoli, quella sottile trama che alimentava la politica di sterminio degli ebrei durante gli anni di occupazione nazifascista.Ormai da alcuni anni l’Associazione Casa della Memoria cerca di stabilire contatti con altri luoghi della memoria della Shoa. Lo scorso anno alla cerimonia per il Giorno della Memoria hanno partecipato due storici della Maison d’Izieu,, importante istituzione di ricerca storica nel sudest della Francia.Quest’anno si avrà modo di cogliere, attraverso la storia del Campo di Fossoli, quella sottile trama che alimentava la politica di sterminio degli ebrei durante gli anni di occupazione nazifascista.
A Servigliano, appena qualche giorno dopo l’8 settembre 1943 iniziava infatti l’internamento degli ebrei nel Campo di concentramento. Erano poche decine, arrestati nell’entroterra, dove cercavano e spesso trovavano aiuto presso i contadini. Si trattava di famiglie composte da bambini, alcuni di pochi mesi, e da anziani.
Carla Bassani, aveva 13 anni quando fu imprigionata nel Campo di Servigliano: ‘… il vitto era cosa davvero penosa: si trattava di fagioli e piselli pieni di vermi. E’ davvero indescrivibile l’odore nauseabondo di quella brodaglia. Qualche volta, tenuto conto della scarsità di cibo, autorizzavano qualcuno di noi ad andare per le case ad elemosinare un pezzo di pane, sempre accompagnato dalle guardie.’
Le condizioni climatiche furono molto dure in quei mesi invernali del ‘43. Continua la Bassani: ‘…il freddo fu terribile e passammo dei giorni davvero brutti: non c’era acqua e dovevamo sciogliere la neve. Per fortuna nelle baracche trovammo le coperte dei prigionieri alleati e mia madre mi fece un cappotto, perché io crescevo e non mi andava più niente. D’altronde eravamo fuggiti da Venezia con pochissime cose e nessuno immaginava di dover affrontare un duro inverno in quelle condizioni. Avevo degli zoccoli rattoppati con pezzi di coperte.’
La sera del 3 maggio 1944, un aereo inglese bombardò una parte del Campo, aprendo una breccia e permettendo agli ebrei internati di fuggire. Ciascuna famiglia prese le cose più indispensabili e cercò riparo nei dintorni. Ma di notte, con anziani e bambini, era difficile organizzarsi, perfino muoversi. Qualcuno trovò riparo sotto gli alberi per ripararsi dal freddo della notte, oppure nei fienili, i più fortunati anche nelle case. Ma poi? Il giorno dopo la realtà si presentava in tutta la sua asprezza: era impossibile fuggire, nascondersi e sopravvivere senza aiuto!
I gruppi familiari erano dispersi nella campagna. Alcuni vennero subito ripresi dai militari, altri decisero di rientrare, non sapendo cosa fare: erano in 31. Per loro la sorte sarà crudele perchè il giorno seguente verranno trasferiti a Fossoli e di là, il 16 maggio, saranno deportati ad Auschwtz, dove troveranno tutti la morte. Fossoli era il più grande campo di concentramento e di transito d’Italia. Lo stesso dove trascorse alcune settimane Primo Levi, prima della sua deportazione ad Auschwitz, come scriveva in “Se questo è un uomo“.
Gli altri ebrei, invece, riusciranno a salvarsi, grazie all’aiuto di anonimi coraggiosi che, esponendosi a gravissime conseguenze, decisero di esprimere solidarietà a quelle persone inermi, e di ribellarsi all’autorità nazifascista. Gli ebrei furono così nascosti nelle case, dove attesero l’arrivo degli alleati.
Il programma prevede un intervento Prof. Filippo Ieranò, presidente dell’Associazione Casa della Memoria sul tema “La Shoa in Italia e il campo di concentramento di Servigliano”. Seguirà la Dott.ssa Maria Peri, Associazione Mnemos della Fondazione Fossoli, che relazionerà su “Il Campo di Fossoli e la deportazione degli ebrei”.
Durante l’incontro verranno proiettate immagini e documenti storici. Inoltre, le classi delle scuole medie di Grottammare, Comunanza, Monte San Martino e Servigliano presenteranno dei lavori preparati dagli alunni. L’incontro sarà coordinato da Giuseppe Millozzi della Casa della Memoria.
Per informazioni: info@casadellamemoria.org – www.casadellamemoria.org









