Io e Mumia

27 03 2008

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Nella seconda metà degli anni Novanta, durante le mie scorribande musicali, ho raccolto decine di firme per la liberazione di Mumia Abu Jamal. La notizia dell’annullamento della sua condanna a morte, pubblicata on line qualche minuto fa da repubblica.it, non può essere ancora considerata ‘giustizia’. Ma dopo anni di reticenze resta un primo, significativo passo.  

da www.repubblica.it 

Un tribunale d’appello federale ha annullato oggi la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal. Il detenuto è stato per anni un simbolo delle campagne internazionali contro la pena di morte. Abu-Jamal era stato condannato a morte nel 1982 per l’uccisione di un poliziotto. Un passato da giornalista radiofonico, militante delle Black Panthers, Abu Jamal – oggi cinquantatreenne – è nel braccio della morte da 26 anni. La decisione odierna della Corte d’appello di Philadelphia significa che l’accusa dovrà presentare nuovamente il proprio caso davanti ad una giuria per chiedere nuovamente la pena di morte, altrimenti la pena per Abu Jamal verrà automaticamente commutata in ergastolo.





Dentro la Sinistra

27 03 2008

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COMUNICATO  STAMPA 

Venerdì 28 marzo, alle ore 21.15 presso la Sala Imperatori di Porto San Giorgio, incontro con Piero Sansonetti, direttore di Liberazione. Parteciperanno per La Sinistra l’Arcobaleno i candidati al Senato Rosalba Cesini e Roberto Vallasciani, i candidati alla Camera dei Deputati Manuela Marchetti e Renzo Interlenghi, il candidato Sindaco al Comune di Porto San Giorgio Claudio Speranzini. Coordina Sandra Amurri.





I valori del PD: lavoro, giovani, solidarietà

27 03 2008

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COMUNICATO STAMPA

Giovedì 27 marzo alle ore 21 a Fermo, presso il ristorante Mario, si svolgerà una tavola rotonda sul tema I valori del PD: lavoro, giovani, solidarietà. Interverranno Mauro Tomassetti (Consigliere Comunale PD), Francesco Sandroni (Unione Comunale PD), Flavio Paride Postacchini (Presidente Associazione Il Ponte), Luca Romanelli (Esperto in economia e lavoro) e Luigi Montanini (Unione Comunale PD). Moderatore Andrea Braconi.





Zero

11 03 2008

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COMUNICATO STAMPA
 

Venerdì 14 marzo alle ore 21 al Cinema “Multisala Moderno” di Servigliano, la Provincia di Ascoli Piceno, in collaborazione con il giornale ANTIMAFIADuemila e con il Comune e l’Associazione Pro Loco di Servigliano presenta il film evento del Festival di Roma “Zero – Inchiesta sull’11 settembre”.

Un film che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.

Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale.

Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.

Alla visione del film seguirà il dibattito con il giornalista ed europarlamentare Giulietto Chiesa, presidente dell’Associazione Megachip, che per diversi anni ha personalmente condotto l’inchiesta giornalistica sui fatti dell’11 settembre, affiancato da un gruppo di lavoro.

Per il giornale ANTIMAFIADuemila interverrà invece il direttore Giorgio Bongiovanni.

In via del tutto eccezionale la visione del film sarà a ingresso libero.

Per informazioni: www.zerofilm.info – 0734.810526





Un tranquillo giovedì di paura

7 03 2008

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Il capitolo PD sembra non esaurirsi, con Veltroni piuttosto risoluto nel porgere spunti quotidiani. Vedi Beppe Lumia e Radicali.

Nel primo caso siamo di fronte al paradosso di un’esclusione vagliata nei dettagli dal loft di Piazza Sant’Anastasia, con un repentino dietro front al tambureggiare della protesta mediatico/popolare. Protesta che ha spinto il candidato premier a designare Lumia come capolista al Senato in Sicilia. E il “meglio tardi che mai”, in casi del genere, ha una funzionalità piuttosto limitata.

Il tranquillo giovedì di paura, che si portava dietro anche gli strascichi della polemica Parisi/Calearo, si è spento con l’accettazione delle liste da parte dei Radicali. Uno stop agli scioperi (della fame e della sete) e alle dispute sulle candidature che, agli addetti ai lavori, ricorda l’angosciosa fase di stesura del programma di quello che fu il Centrosinistra classe 2006.

A poco più di un mese dal voto, chi di voi riesce a scorgere una “Italia nuova”?





Quanta voglia di etica

6 03 2008

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COMUNICATO STAMPA 

La redazione di ANTIMAFIADuemila sull’esclusione di Giuseppe Lumia dalle liste del Partito Democratico 

Apprendiamo con sgomento dall’agenzia Ansa dell’esclusione dell’onorevole Beppe Lumia dalle candidature del Pd in Sicilia. Un chiaro segnale che indica quale direzione ha intenzione di intraprendere il Partito Democratico nei confronti della lotta alla mafia, un segnale inequivocabile che dimostra quanto siano di facciata le dichiarazioni di voglia di etica e di pulizia del leader del partito Walter Veltroni.  

Non concedere la deroga a Lumia, uno dei pochi politici che davvero ha fatto della lotta alla mafia un caposaldo della sua azione politica e sociale in Sicilia fino al punto di rischiare la propria vita (Provenzano in persona lo condannò a morte, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Giuffré) e concederla invece a Enzo Bianco che certo non si è distinto per simili meriti e ancora di più includere nelle liste Vladimiro Crisafulli, filmato mentre parlava con il capo mandamento di Enna, il mafioso Bevilacqua, rivela quanto la politica clientelare sia ancora radicata e imperante. Dimostra quanto la politica di Veltroni sia sempre più affine a quella di Berlusconi, dimostra ancora una volta che la Sicilia non verrà premiata per il suo recente slancio di rinnovamento e riscatto. Una sorta di pulizia etnica degli onesti. 

E’ noto che la nostra rivista non si è mai schierata con nessun partito, ma ha sempre sostenuto quei politici che hanno avuto una chiara visione della lotta alla mafia e della politica internazionale (Rita Borsellino, Claudio Fava, Nando dalla Chiesa, anch’egli escluso dalle candidature, Giulietto Chiesa e altri). Quindi la nostra non è e non intende essere una propaganda politica. Auspicavamo che nel Pd potesse salvarsi almeno il salvabile, ma anche questa speranza è svanita. 

Ci auguriamo che le piccole forze di sinistra prendano atto, si ravvedano e agiscano di conseguenza almeno nell’ambito della lotta alla mafia. All’onorevole Lumia la nostra umana solidarietà e il ringraziamento per l’eccellente ed eccezionale, per questo Paese, lavoro svolto nel serio e costante contrasto a Cosa Nostra e alle mafie. 





No, i can’t

5 03 2008

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Ci ho provato. A convincermi, dopo la tappa sangiorgese del Signor W, che la scelta del Partito Democratico alle prossime elezioni fosse l’ultima soluzione possibile per superare l’empasse ed affrontare un’emergenza già dentro le nostre porte.

A piegarmi ad una dialettica riformista che poi, per non scalfire l’establishment di Piazza Affari (e substrato), tende a crogiolarsi nel suo conformismo d’annata.

Ci ho provato ad accantonare – quasi estirpandole – le radici di un pensiero (il mio) poggiato su di una sostenibilità tangibile. Che prima di orientare le proprie scelte verso rigassificatori e nucleare pratica, nel quotidiano, la civiltà dei piccoli gesti.

Ci ho provato a dimenticare le partenze romane, arcobaleno in mano, per urlare (sì, urlare!) che ogni conflitto rende le nostre vite più fragili e permeabili ad una demenza da conquista.

Ho tentato persino di scardinare la convinzione che l’unico conflitto manifesto, quello di classe, sia ineluttabile in una dimensione sociale a due velocità: lavoratori sempre più precari ed imprenditoria che da un orecchio, quello dei salari e della tutela della sicurezza, proprio riesce a sentire.

Ci ho provato. But i can’t.

Perché la trepidazione per il ritorno dell’uomo nero (di rifatto cuoio capelluto e di alleanze) non mi è più sufficiente. La chimera del 2006, pigramente liquefattasi, ha catapultato la sinistra tutta in una perversa rimescolanza di volti, contenuti ed obiettivi.

E se ad un mese dal voto constato che la prospettiva di un cambiamento resta arginata tra un Bertinotti politicamente moribondo ed un  Veltroni ‘quantunquemente’ labile – entrambi icone di una stagnazione delle coscienze –, allora è arrivato il momento di passare la mano. E di ricostruire. Anche a costo di perdere il pullman. 





L’interesse pubblico

3 03 2008

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COMUNICATO STAMPA

Leggiamo, su “Il Sole 24 ore” di oggi (a pag. 14 dell’inserto “Plus 24”), un articolo che riguarda il Comune di Fermo e che ci preoccupa, come consiglieri comunali e come cittadini, su un argomento già sollevato dal Consigliere Calcinaro in un’interrogazione, cui l’Amministrazione dovrà rispondere martedì prossimo: la questione “swap”, relativa, cioè, ai sei contratti derivati, sottoscritti dal Comune di Fermo, con Istituto bancario privato, con conseguente passaggio del debito dell’Ente, dal tasso fisso al tasso variabile.

L’articolo, che recita nell’occhiello: “Il ‘variabile’ scelto dal Comune di Fermo peggiora i conti”; e nel titolo: “Lo sbaglio dell’ente locale a sostituire il tasso fisso”, pur nel linguaggio da “addetti ai lavori”, dice con chiarezza: “Il Comune di Fermo se oggi volesse porre fine alla ‘disavventura’ derivati dovrebbe pagare oltre un milione e trecentomila euro… nelle casse di Unicredit”, ancora: “…perché pensare di cambiare questo tasso (basso, 3,73%) fisso – del mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti – con uno variabile? Perché rischiare un pagamento certo (il tasso fisso, appunto) con uno incerto (il variabile, forse al ribasso ma in quel periodo era facilmente intuibile che i tassi sarebbero andati al rialzo).

Ma tant’è.” Il giornalista (Marcello Frisone) prosegue poi: “…La sostanza è che il Comune, con l’obiettivo di ridurre gli oneri sul debito, sottoscrivendo questo derivato ha scommesso su una futura discesa dei tassi di interesse a breve…rinunciando al pagamento certo e senza alcun tipo di rischio…”.  

Che dire? Possiamo solo aggiungere che la sottoscrizione è avvenuta il 21 febbraio del 2006 (cioè nel pieno delle spese per le opere elettorali di Di Ruscio, e che gli effetti più negativi per il Comune (cioè, per i cittadini), dovrebbero manifestarsi nel 2011 (cioè quando Di Ruscio, comunque, non sarà più Sindaco).

“Non c’è che dire”, scrive Frisone; “Non c’è che dire” scriviamo noi; tranne che la “finanza creativa” di tremontiana memoria ha fatto danni anche a Fermo e che, come scrive Gennaro Bacile (portavoce nazionale di “SOS Utenti”): “…In seguito a una pressante ‘corte’ ricevuta da Unicredit…Il Comune di Fermo decise di affidarsi all’istituto in qualità di advisor per la gestione del debito…” 

Giuseppe Buondonno (Consigliere comunale del Partito Democratico – Fermo)