L’estraneità di Labdidi Abdellah
19 11 2008di Renzo Interlenghi (avvocato)
Il mio assistito Labdidi Abdellah ha subito una perquisizione in qualità di responsabile della Moschea Rahma e Presidente della Comunità islamica del Piceno, ed espressamente, e correttamente, è stato indicato dal procuratore della DDA di Trieste quale persona non sottoposta ad indagini. Ciò dimostra la assoluta estraneità ai fatti per i quali la procura competente sta indagando, da parte del mio assistito, fatti che appaiono ancora ignoti perché coperti dal segreto istruttorio.
Il signor Labdili, che è noto in tutta la regione per la sua vicinanza ai temi della pace, della solidarietà, dell’integrazione e della non violenza, si dice sereno sull’accaduto e non ne è minimamente preoccupato, anche perché il materiale requisito non contiene alcun riferimento ad attività connesse a frange estremiste e terroriste che ha sempre condannato apertamente.
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : articoli
Dalle piazze una lenta rivoluzione
19 11 2008
intervista pubblicata su www.corrierenews.it
di Andrea Braconi
Alle piazze è ormai abituato. Soprattutto da quando ha dato avvio alla campagna per il referendum contro il Lodo Alfano. Un’iniziativa che lo vedrà protagonista anche a Fermo, sabato 29 novembre in Piazza del Popolo dalle ore 11.30 alle 12.30. L’occasione appropriata per fare anche il punto sulla crescita di consenso dell’Italia dei Valori. Una crescita, come sottolinea al Corriere News l’On Antonio Di Pietro, dettata da una inequivocabile linea politica: determinazione nell’azione e chiarezza del linguaggio.
“L’Italia dei Valori sin dal primo giorno di questa legislatura non ha accettato compromessi e ha detto chiaramente che con questo Governo non era possibile dialogare. Non si apre un confronto con chi toglie 8 miliardi di euro ad un settore nevralgico per il futuro del Paese come la scuola, con chi sottrae risorse alla macchina della giustizia, con chi toglie i fondi per combattere l’evasione, con chi vuole sottoporre la magistratura al potere politico. Ma di quale dialogo si parla? Un governo che vende fumo: sostiene di volersi occupare della sicurezza dei cittadini e, invece, effettua tagli al comparto sicurezza. Riempie tutte le pagine dei giornali con l’annuncio del grembiulino e intanto manda a casa gli insegnanti. Insomma, di fronte ad un esecutivo ed una maggioranza che non hanno a cuore i problemi della gente, né il futuro del Paese ma solo gli affari di pochi eletti, ci vuole una linea dura, decisa, senza tentennamenti. Noi dell’Italia dei Valori informiamo i cittadini, diciamo loro ciò che il governo non vuol far sapere, raccontiamo tutto nelle piazze, sottoponiamo questo modus operandi al giudizio degli elettori. Se non fosse stata per questa linea politica chiara e trasparente nessuno avrebbe saputo delle norme salvamanager, pro furbetti del quartierino e delle disposizioni per salvare dai guai giudiziari del signor Berlusconi.”
Lodo Alfano e legge Gelmini: al di là del numero delle firme che verranno raccolte, lo strumento del referendum resta per voi una scelta obbligata o piuttosto un obiettivo strategico?
“E’ una scelta obbligata di fronte ai numeri schiaccianti della maggioranza in Parlamento, ma è anche un modo per informare i cittadini. Il lodo Alfano, lo ripeto, è incostituzionale, ma è anche immorale. I cittadini devono sapere che il principio inciso dai nostri padri costituenti della “legge è uguale per tutti” è stato stracciato da questo Governo. E questo vale anche per la legge Gelmini. Certo, in quest’ultimo caso purtroppo non possiamo mettere mano alle risorse economiche. I fondi sottratti alla scuola non possiamo ripristinarli. Il danno è fatto ma noi andiamo in piazza con i nostri banchetti e spieghiamo alla gente ciò che l’informazione ufficiale non dice.”
Iniziative come i corsi di formazione politica che i giovani dell’IdV stanno sviluppando, possono contribuire ad uscire dal circolo vizioso di una politica sottomessa a varie forme di personalismi e sempre più distante da bisogni ed esigenze collettive?
“La formazione è un elemento importante per chi fa politica. Il problema della nostra democrazia in Italia è innanzitutto culturale. Un buon cittadino deve sapere quali sono i suoi diritti e i doveri, deve conoscere la Carta costituzionale. Questo vale anche e soprattutto per chi vuole occuparsi della res publica. Chi si avvicina alla politica deve avere una buona formazione di base, deve essere una persona pulita, autonoma e indipendente che vive come una missione il suo ruolo. La classe dirigente selezionata da Berlusconi è pronta a votare, senza batter ciglio, norme che stravolgono i principi democratici. I deputati e i senatori del Pdl stanno in Parlamento come se fossero i dipendenti di un’azienda, al servizio del capo e non del Paese. Se non ricominciamo dal basso con una vera informazione e formazione rischiamo di avere un Parlamento composto solo da veline, da condannati e da utili idioti. E intanto la nostra democrazia rischia di naufragare, come vorrebbe qualcuno.”
Dell’apertura del sito internet all’avatar in Second Life, fino al lancio del suo profilo su Facebook, lei si è sempre contraddistinto per un utilizzo vivace e soprattutto costante della rete come forma di interazione e comunicazione con l’elettorato. Perché questi nuovi strumenti di comunicazione politica (e non solo) tardano invece ad affermarsi?
“La rete è uno strumento di democrazia che consente ai cittadini di interloquire, informarsi, accedere al sapere. E’ un’informazione libera che ci permette di non essere assoggettati ai potentati. Di questi tempi, internet è uno strumento indispensabile perché l’informazione nel nostro Paese è sempre più a rischio. In Italia, dove sul Presidente del Consiglio pesa ancora un conflitto di interessi che stravolge le regole della libera e indipendente informazione, occorre trovare altri spazi di comunicazione e quindi Italia dei Valori ha scelto la rete. Comunque internet rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e democratica. Pensiamo a come si è mosso Barack Obama: ha raccolto i fondi per la campagna elettorale attraverso sottoscrizioni lanciate su internet. Nei tempi passati, i candidati alla presidenza degli Stati Uniti sono stati sostenuti esclusivamente da gruppi di potere e multinazionali delle armi, del petrolio, che hanno sborsato per direzionare la politica del Presidente sui propri interessi. Altro che democrazia! Questi potentati hanno sempre influenzato le sorti di tutto il mondo.
Ma questi nuovi strumenti di comunicazione stanno entrando lentamente anche nel nostro tessuto sociale, le nuove generazioni ne fanno un uso quotidiano e lo dimostrano le tantissime e-mail che mi arrivano tutti i giorni, sono i cittadini che chiedono, vogliono sapere cosa succede dentro i palazzi e dentro le aule delle commissioni parlamentari. Insomma, una lenta rivoluzione che favorisce la democrazia diretta.”
In Rete
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : articoli
Il mostro unico
11 11 2008
Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.
E le FAVOLE, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il MOSTRO UNICO.
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.
Secondo il DMU (Decreto Mostro Unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.
Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.
Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.
Ammesso Pollicino, ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del Consiglio.
Proibiti Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.
Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre, Andersen era gay.
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.
Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me!
La vostra Ministra Unica
(Stefano Benni)
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : articoli
Presidente, chi è l’imbecille?
7 11 2008
Qualche penna nauseante continua a porsi deboli interrogativi (“embè?”) sulla bagarre sollevata dall’ultima affermazione del nostro Obama (uno straordinario mutamento last minute, quello di Silvio Berlusconi) nei confronti del vero Obama, prossimo inquilino della White House.
Navigando tra agenzie e blog riscontro un’inquietante leggerezza d’approccio al problema in corso d’opera. Ma qui l’ironia del Cavaliere non c’entra. E’ piuttosto la dilatazione di un metodo che mira ad una decomposizione culturale.
Nessuno ha finora sottolineato come in un passato piuttosto recente l’attuale premier, via cavo o da bulgare scrivanie, invitasse i suoi bersagli a contenersi e a vergognarsi per l’utilizzo che – a suo avviso – facevano del servizio pubblico televisivo.
Ecco, l’urgente istanza da inoltrare al giullare di Palazzo Chigi è di contenersi e cercare di ritagliarsi quella stessa onda di vergogna per l’immagine che, da rappresentante delle istituzioni italiane (chiamiamolo per praticità “pubblico servizio”), diffonde in ogni interstizio del pianeta. Inutile rispolverare le sue performance. Basta gettare lo sguardo oltreoceano.
BERLUSCONI UNDER FIRE FOR OBAMA ‘JOKE’
By Rachel Donadio
http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2008/11/06/berlusconi-under-fire-for-obama-joke
Prime Minister Silvio Berlusconi of Italy did it again.
Meeting in Moscow on Thursday, Mr. Berlusconi told President Dmitri Medvedev of Russia that President-elect Barack Obama “has all the qualities to get along well with you: he’s young, handsome and suntanned, so I think you can develop a good working relationship.”
Italy’s leading daily, Corriere della Sera, ran a video of the scene.
The leader of the center-left opposition, Walter Veltroni, said Mr. Berlusconi’s remarks “seriously damage the image and dignity of our country on the international scene,” Corriere della Sera reported. Mr. Veltroni — who has been called the Obama of Italy, except that he lost the election – added that such “cabaret one-liners” showed a “lack of respect” unworthy of a statesman.
He called on Mr. Berlusconi “to offer official apologies.”
But Mr. Berlusconi said the remark had been all in fun: “Are there really people who don’t understand it was a cute thing to say?” he said, according to Corriere. Adding: “God save us from imbeciles. How can you take such a great compliment negatively?”
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : articoli
La maestria di Dave Holland
6 11 2008
Protagonista nel gruppo di Miles Davis all’epoca della sua illustre svolta elettrica, Dave Holland compare regolarmente da anni in cima alle classifiche come miglior jazzista dell’anno di molte riviste specializzate, distinguendosi per la maestria tecnica e per un timbro potente e pulito che lo rendono uno dei più ispirati eredi di Charles Mingus.
Il quintetto, che impegna il contrabbassista già da alcuni anni, ha trionfato in tutti i referendum delle riviste specializzate, con i successi dei dischi Prime Directive e Not For Nothin’ e con una lunga serie di applauditissime esibizioni dal vivo. L’attuale formazione risale al 1997 e vede, oltre al bandleader al contrabbasso, Robin Eubanks al trombone, Chris Potter al sax tenore, Steve Nelson al vibrafono e Nate Smith alla batteria.
La proverbiale intesa che anima il gruppo – di fatto una delle band più accreditate dell’attuale panorama jazzistico – rappresenta la naturale sinergia tra le geniali intuizioni del capitano della formazione ed i contributi individuali dei suoi solisti, considerati ognuno “outsider” del proprio strumento.
338.4321643
www.tamfactory.net
DAVE HOLLAND QUINTET
7 Novembre 2008 ore 2130
Porto Sant’Elpidio (FM)
Teatro delle Api, Via della Pace, 7
Dave Holland: contrabbasso
Chris Potter: sax tenore
Robin Eubanks: trombone
Steve Nelson: vibrafono
Nate Smith: batteria e percussioni
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : articoli




