Finalmente qualcosa Di Ruscio

29 05 2009

Gazza Ladra copertina 02_2009 (ridotta)

Ad una settimana dal voto la Gazza Ladra irrompe nuovamente nelle edicole. Un ampio sguardo su candidature, accordi pre (e post) elettorali, salti della quaglia, manifesti ed incontri ravvicinati del terzo tipo. In allegato il dvd della prima edizione del “Bagaglione della Marca“, l’esilarante spettacolo della compagnia Improvvivo che negli ultimi 6 mesi ha registrato sempre il tutto esaurito.

Su Facebook e su Youtube (www.youtube.com/lagazzaladrafm) è inoltre visionabile il filmato realizzato nel mese di aprile durante l’incontro/scontro con i candidati presidente della nuova Provincia, organizzato presso l’agriturismo Casa Vecchia di Lapedona. Assolutamente da non perdere!





Resistenza

27 05 2009





Di pubblica diserzione

26 05 2009
biomasse centrale

FONTE: Post.it su http://www.corrierenews.it

‘Da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini’. Oggetto: l’Inchiesta Pubblica sull’insediamento nel territorio di Fermo della centrale a biomasse proposta dalla PowerCrop. Mittente: il sindaco della città, Saturnino Di Ruscio, in corsa per la presidenza della nuova Provincia.

Dopo la richiesta di rinvio dell’assemblea pubblica a Santa Caterina, relativa al senso unico, siamo di fronte all’ennesima “proposta” inoltrata dal primo cittadino. Questa volta direttamente ad un tecnico della Regione Marche.

E proprio perchè di un argomento delicato si tratta, l’atto in questione (datato 16 maggio 2009 e riferito al primo appuntamento programmato per il 19 maggio e successivamente rinviato a giovedì 28) appare – questo sì – strumentale. Dopo il pellegrinaggio tra le vallate del territorio della stessa centrale, fino ad un temporaneo avvento in Val d’Ete, siamo di fronte ad una forma di prodigio da campagna elettorale: la diserzione dalle pubbliche responsabilità. Senza colpo ferire. E nel più assoluto oblio.

Le parole inoltrate in redazione da Giovanni Conte, presidente del Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso, tra i più attivi membri del CITASFE (Comitato Intercomunale per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Fermano) e candidato come indipendente per l’Italia dei Valori alle Provinciali del 6 e 7 giugno, ripercorrono parte di una contesto che, settimana dopo settimana, sembra perdere un elemento di trasparenza dopo l’altro. A danno dei cittadini e di quegli operai dell’ex Sadam, sospesi in uno smarrimento (scientificamente?) indotto.

COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito della complessa procedura della Valutazione di Impatto Ambientale alla quale si deve attenere un progetto come questo della Centrale a Biomasse, vi è l’Inchiesta Pubblica. Uno dei momenti fondamentali per decidere se il progetto può proseguire nell’iter del procedimento o se deve essere stoppato e rimandato al mittente perché non assentibile.

L’Inchiesta Pubblica infatti determina l’accettazione dell’insediamento di una industria insalubre sul proprio territorio, da parte della cittadinanza interessata, compatibilmente con le numerose leggi in vigore. Ovviamente, se la volontà popolare è contraria, anche se vi è compatibilità, il progetto non può trovare realizzazione nel sito prescelto. A fronte di queste considerazioni che sono di carattere squisitamente tecnico e procedurale, lascia stupiti la lettera che il sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio ha inviato all’Ufficio competente della Regione perché l’inchiesta pubblica venisse rimandata a data da destinarsi e preferibilmente dopo le elezioni! Molti sono gli interrogativi e le lamentele che i cittadini hanno rappresentato a questo scrivente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso.

Ci si domanda infatti: “Come è possibile che il sindaco abbia preso un’iniziativa del genere senza consultare gli esponenti del Comitato e delle Associazioni i quali avevano già organizzato e divulgato l’incontro in Val D’Ete?” Siamo alle solite, in questa vicenda sembra che a Fermo le decisioni continuano ad essere prese nel chiuso degli uffici!

Il sindaco nella sua lettera, contrariamente a quanto era già stato fatto dai Comitati e di cui non se ne è mai preoccupato, chiede di poter avere più tempo per organizzare al meglio l’evento e darne maggiore diffusione. E adduce anche questa motivazione: “da non sottovalutare la coincidenza con il periodo di campagna elettorale per le elezioni della provincia di Fermo, che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni in considerazione dell’argomento da trattare, molto delicato e sentito dai cittadini”. L’indignazione per un’affermazione di questo tipo non può essere taciuta! Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una presa di posizione del sindaco, senza che abbia tenuto conto della volontà popolare; appare oltremodo offensivo nei confronti dei cittadini l’affermazione di non volere dare adito a “strumentalizzazioni”, come se la volontà popolare fosse finalizzata solo alla strumentalizzazione elettorale, il fatto invece che Di Ruscio prenda simili iniziative, visto che è candidato alla presidenza della Provincia, non è una strumentalizzazione a danno dei cittadini e del grosso lavoro svolto dai Comitati? Ancora una volta egli sposta tutta l’attenzione su effimere finalità elettorali nel tentativo di non perdere voti, anziché pensare ai contenuti ed alle preoccupazioni di migliaia di famiglie. Appare chiaro infatti che il sindaco teme che in questa fase possa essere respinta per sempre la possibilità di chiudere la vicenda della Centrale a biomasse, è evidente che ha interesse a tirare la questione a dopo le elezioni. Non a caso infatti non ha mai preso posizioni nette, neppure dopo la Delibera di Consiglio Comunale che aveva detto un secco no, anche in quella fase il sindaco era riuscito a far approvare un emendamento che dava margine alle trattative. Per fortuna l’Inchiesta Pubblica invece si farà lo stesso il 28 maggio in Val D’Ete, anche se non sarà certa la presenza del sindaco, visto che contemporaneamente dovrà continuare con l’inaugurazione di qualche altra travagliata infrastruttura.

Giovanni Conte (Presidente Circolo di Legambiente Fermo-Valdaso)

 

 





Chi ha paura muore ogni giorno

25 05 2009

Arriva a Fermo ed a Monterubbiano uno dei protagonisti della lotta alla mafia, uno dei magistrati di quel “Pool” che, con Falcone e Borsellino, ha inferto a “Cosa Nostra” alcuni tra i colpi più duri. Giuseppe Ayala, invitato dall’Istituto fermano per la Storia del Movimento di Liberazione, dall’Istituto comprensivo di Monterubbiano e dall’Associazione “Apertamente” della Val d’Aso, sarà a Fermo, all’Aula multimediale, martedì 26 maggio alle ore 21 per presentare il suo libro “Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino”.

Mercoledì 27 alle ore 10.30 Ayala sarà al Teatro Pagani di Monterubbiano per incontrare i ragazzi delle scuole medie. “Vivere la Costituzione. Vivere da Cittadini”: è questo il titolo dell’iniziativa organizzata dall’Istituto Scolastico Comprensivo di Monterubbiano insieme all’ISML di Fermo e all’associazione culturale ApertaMente. L’incontro si inserisce in un progetto triennale denominato “Vivere da cittadini” fortemente voluto dall’Istituto Scolastico Comprensivo di Monterubbiano per sviluppare e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza, consapevoli che la partecipazione alla vita civile si costruisce attraverso un percorso di assunzione di conoscenze e responsabilità, a partire da uno studio attivo della Costituzione.

Il progetto ”Vivere da cittadini” non ha avuto come scopo il solo insegnamento della Costituzione Italiana agli allievi dell’Istituto Comprensivo di Monterubbiano ma l’ambizione, se così si può dire, di introdurre alla lettura della Carta fondamentale del nostro Stato per evidenziarne i valori in essa contenuti (dal principio democratico, al diritto democratico, al diritto di eguaglianza fra i cittadini, all’affermazione della libertà, al significato della solidarietà) affinché i giovani diventino consapevoli della loro qualità di cittadini e delle prerogative che, in quanto tali, spettano loro. La scuola è la sede più idonea per lo studio della Costituzione, per le sue finalità educative, per la sua specifica funzione di rendere i giovani cittadini coscienti dei loro diritti e consapevoli dei loro doveri. Un approccio alla Costituzione realizzato dall’Istituto Scolastico di Monterubbiano anche attraverso la conoscenza delle sedi delle Istituzioni locali, nazionali ed europee: Comune, Provincia, Regione, Parlamento della Repubblica e del Parlamento Europeo di Bruxelles.

L’incontro sarà coordinato dal Dirigente Scolastico Prof. Valter Laudadio. Dopo il saluto di benvenuto del Sindaco Francesco Pagliarini, interverranno il Generale Luigi Curatoli (Comandante della Regione Carabinieri Marche), il Capitano Pasquale Zacheo (Comandante della Compagnia di Fermo) nonché Giuseppe Ayala. Ampio spazio sarà poi lasciato agli interventi degli studenti.





Dov’è la vergogna

20 05 2009

silvio-berlusconi_speaking

 

di Ezio Mauro (www.repubblica.it)

Immerso fino al collo nello scandalo Mills, rispetto al quale le leggi ad personam lo hanno aiutato a fuggire la condanna ma non il disonore, impegnato a lottizzare in fretta e furia la Rai prima delle elezioni, ieri Silvio Berlusconi ha perso la testa insultando “Repubblica”. E’ successo quando Gianluca Luzi, il nostro notista politico, gli ha chiesto durante una conferenza stampa se e come avrebbe risposto alle dieci domande che gli abbiamo rivolto sul caso del “ciarpame politico” sollevato dalla moglie con la denuncia dei suoi metodi di selezione delle candidate, i suoi comportamenti da “malato” che “frequenta minorenni”.

“Vergognatevi”, ha intimato il Presidente del Consiglio. Per aver colto le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda? Per avergli chiesto di chiarirle? Per aver posto queste domande in pubblico? Per aver rotto il conformismo italiano che è l’altra faccia del cesarismo? O per non aver censurato la denuncia della moglie? Spiace per il premier ma le contraddizioni del potere e le domande che ne nascono sono lo spazio proprio del giornalismo. Che cosa intenda il Capo del governo quando dice che “se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo” non è chiaro ma è impossibile.

Non cerchiamo “accordi”, ma trasparenza. E in ogni caso, non cambieremo atteggiamento anche perché l’imbarazzo di Berlusconi e la sua ira spingono a cercarne le ragioni, come deve fare un giornale. Il premier dovrà rassegnarsi. Non tutto in questo Paese è “arrangiabile”, risolvibile con qualche patto oscuro. Se è capace di togliere le sue contraddizioni dal tavolo, lo faccia davanti ai cittadini. Altrimenti, continueremo a dire che non può farlo, e a chiedergli perché.

Per il resto il Presidente del Consiglio ripete la sua invettiva abituale: ora rivendica una dimensione privata, dopo che anche la sua Prima Comunione viene spacciata dai suoi giornali come volantino elettorale. E insiste sull’odio “politico” e l’invidia “personale”, come se non fosse possibile la critica dei cittadini che non hanno bisogno di odiarlo e non si sognano nemmeno di invidiarlo, perché gli basta giudicarlo.

“Gli italiani stanno con me, con me”, ha urlato alla fine il premier. Intendendo che il numero dei consensi oltre al pieno diritto di governare gli conferisce anche l’immunità da critiche, osservazioni e domande. Non è così in nessun paese democratico, signor Presidente, s’informi, entrando finalmente in Occidente. Ma il fatto che lei lo pensi, per tappare la bocca ai giornali, ci fa davvero vergognare un po’.





Lo sguardo congelato

12 05 2009

ITALY EARTHQUAKE

Ciao a tutti. Oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è congelato all’alba del 6 aprile 2009. Io, fisso il mio sull’ennesimo sorriso paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che campeggia sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che ancora una volta (pure quando un minimo di decenza richiederebbe moderazione), fa sfoggio di capacità ed efficienza facendo grandi promesse nella speranza che si dimentichi il prima possibile (si sa gli italiani hanno memoria moooolto corta), che fino al 5 aprile nel meraviglioso piano casa che si intendeva vararare a imperitura soluzione della crisi economica, di norme antisismiche nemmeno l’ombra.

Vi scrivo da Colle di Roio (AQ) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

Il mio paese.

Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi gonfiano la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che solo uno strumento quale la rete permetta di conoscere altre verità, senza mediazioni se non dell’autore.

Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di gestione della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una settimana dall’inaspettato evento), era andata sviluppandosi.

Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di gestione logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi racconto può essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino mi si potrà perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo impagabile profuso da molte delle persone presenti nel nostro campo, (volontari della protezione civile, della croce verde/rossa, vigili del fuoco, forze di polizia etc…), inarrestabili fino allo sfinimento, ci siamo trovati, o sarebbe meglio dire ci siamo purtroppo imbattuti, nella struttura ufficiale della Protezione Civile stessa e nel suo sistema organizzativo.

La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei volontari; il resto da’ l’impressione di drammatica improvvisazione. E non perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il problema fin dall’inizio.

Se vero che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che tutte le scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima dell’inaspettato evento) dovevano rappresentare un serio monito.

Perchè non è servito il fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi presenti in via XX settembre a L’Aquila, poi miseramente sventrati, erano già stati transennati perchè le scosse che si erano susseguite fino a quel momento (la più alta di 4° grado, quindi poca cosa…) avevano fatto cadere parte degli intonaci e dei cornicioni…

Una persona minimamante intelligente, a capo di una struttura così grande quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri uomini alle porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi evenienza. Ed invece mi trovo a dover raccontare che le prime venti tende del nostro campo se le sono dovute montare i cittadini del paese (ancora stravolti del sisma), con l’aiuto di una manciata di instancabili volontari, che manca un coordinamento tra i singoli gruppi presenti, che la segreteria del campo (che cerchiamo di far funzionare), è rimasta attiva fino a ieri con un Pc portatile di proprietà di mia proprietà, acquistato “sia mai dovesse servire”, e con quello di un volontario; che siamo stati dotati di stampante e telefono ma per la linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso…) stiamo ancora aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito dell’intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti tecnici; che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via mucchi di vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che fino dieci giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone, nessuna doccia, circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento per le tende.

Vi ricordo che in Abruzzo ed a L’Aquila in particolare la primavera fatica ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua ad essere prossima prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte persone, la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la dentiera…), cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di rientrare nelle case, continuano a fare la spola dalla tenda al bagno di casa.

Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento.

Quello che mi lascia stupita, che la gente non sa e che gli organi di informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina si basa all’atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le loro case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un minimo di dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha perso tutto o quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla Bertolaso per intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I volontari si alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni.

Cosa comporta tutto questo?

Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di ricominciare a conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo cambia anche lui con gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che spesso, ed è il nostro caso, la gestione di alcune attività è affidata ai terremotati perchè non viene inviato personale apposito, con inevitabili problemi, invidie acrimonie e litigate tra…poveri.

Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?

La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è rimasta anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere l’aiuto ed il sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia può riscuotere per permettere alle persone di aprirsi, se cambia con cadenza domenicale??? A questo si aggiungano l’inesperienza di molte persone (spesso e per fortuna sconfitta dalla volontà di far bene) e le tristi e umilianti dimostrazioni di miseria umana che ci caratterizzano e che risultano ancora più indecenti ed inaccettabili in casi di emergenza.

Qualcosa di buono però ragazzi l’ho imparato.

Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite, trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina, ma serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione oppure di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due giorni per individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli, sappiamo che dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente più volte al giorno), raggiungerlo al comune.

Un’ultima noticina.

Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle dighe abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che analoga sicurezza era stata espressa all’alba di una scossa di quarto grado e pochi giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse trecento morti e azzerasse l’economia e la vita di migliaia di persone…ho provveduto, poco elegantemente, ad eseguire il noto gesto scaramantico…

Però dei regali li ho ricevuti.

Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla tendopoli, trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e gli sguardi dei vecchi del paese, che mescolano dignità e paura, coraggio e rassegnazione, senza mai un lamento.

Un’altra cosa.

Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l’aereo o la macchina e si faccia un giro per L’Aquila e d’intorni. Le tendopoli non sono tutte come quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene profuso a piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del livello di indecenza del ns presidente del consiglio che prima con lacrime alla cipolla e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie e futuro a chi, vivendo in tenda e saggiando sulla pelle la situazione sa, che sono tutte palle.

I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie, ma ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità, nessun dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la vità e bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa… Conoscete i nomi delle famiglie che doveva ospitare nelle sue ville?

Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini.

Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono amici. La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.

Un saluto a tutti.

Laura

 





Un Mediterraneo di pace

12 05 2009

Sgrena (locandina) ridotta

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 13 maggio, alle ore 17.30, presso la Sala dei Ritratti di Fermo, incontro con la giornalista e scrittrice Giuliana Sgrena, capolista alle prossime Elezioni Europee per “Sinistra e Libertà’” e con il Candidato Presidente alla Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti.

Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto ed autrice di diversi libri, venne rapita il 4 febbraio 2005 dall’Organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad (Iraq) per realizzare una serie di reportage per il suo giornale. E’ stata liberata dai servizi segreti italiani il 4 marzo 2005 in circostanze drammatiche che hanno portato al ferimento ed all’uccisione di Nicola Calipari, uno degli agenti dei servizi di sicurezza italiani che dopo una lunga trattativa la stavano portando in salvo. La sua liberazione era stata invocata in più appelli video trasmessi dal Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi (che le aveva conferito nel 2003 il titolo di cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività di giornalista e scrittrice) ed anche da Papa Giovanni Paolo II. Il 19 febbraio 2005 si svolse a Roma una straordinaria manifestazione a favore della sua liberazione a cui parteciparono cinquecentomila persone.

Nella sua carriera di cronista Giuliana Sgrena ha avuto modo di realizzare numerosi resoconti da zone di guerra, tra cui Algeria, Somalia ed Afghanistan. Si è occupata in particolare della condizione della donna nell’Islam, tema sul quale ha scritto il suo ultimo libro.

La sua candidatura nelle liste di “ Sinistra e Libertà’” conferma la qualità e lo spessore di coloro che hanno deciso di dare il proprio contributo per l’affermazione di una lista che vuole rappresentare le istanze della nuova Sinistra Italiana.

Per Fermo ed il Fermano è motivo di orgoglio la presenza di Giuliana dopo pochi giorni dalla serata che ha visto protagonista Claudio Fava ed alla vigilia di un altro appuntamento straordinario per Sinistra e Libertà: la manifestazione di domenica 17 maggio a Porto San Giorgio con il leader nazionale Nichi Vendola.