Il mio intervento sulla stampa del 22 gennaio scorso.
Sono un cittadino di Fermo, appena tornato dalla partecipatissima Assemblea cittadina di San Marco alle Paludi, indetta da don Vinicio Albanesi, dove gli Amministratori pubblici (Assessore Regionale Petrini, Presidente Massimo Rossi e Sindaco Di Ruscio) si sono confrontati con i cittadini.
Non sono intervenuto pubblicamente perché impreparato su questioni tecniche. Ma da cittadino con figli a carico mi chiedo quale sia l’ispirazione della giunta comunale nel pensare uno sviluppo del territorio fermano in termini di espansione quantitativa e non qualitativa.
Soprassiedo sulle tante considerazioni su cui in tanti ci siamo confrontati; dico solo che la “grandeur” della nostra Amministrazione Comunale mira (esplicitamente) a raddoppiare la popolazione, gli impianti produttivi, le case, i consumi, i centri commerciali. Come se aumentare di numero fosse un obiettivo che innalza la qualità della vita delle persone che vivono a Fermo. Certo, gli Amministratori dicono che vogliono salvare i posti di lavoro dei dipendenti della ex Sadam… Ma qui saltano fuori gli scopi non dichiarati: come mai non si riconverte un impianto già esistente, quello di Campiglione di Fermo?
Don Vinicio ha risposto in conferenza stampa: “da questa operazione c’è chi ci guadagna tre volte come la Sadam: 57 milioni di euro dall’Europa per aver chiuso lo zuccherificio. altri tanti milioni dalla vendita dell’area appetibile di Campiglione, ancora guadagni dalla centrale e dalla fabbrica di silicio (…)”
Ciliegina sulla torta: la costruzione del motodromo è una scusa per costruirci attorno fabbricati pere 230mila metri cubi (avete letto bene: 230.000 mc). Da cittadino mi preoccupo moltissimo: lì vicino c’è una specie di ghetto nato dall’urbanizzazione selvaggia degli anni ‘70: si chiama Lido tre archi, rifugio di piccoli e grandi criminali, nonché luogo di degrado ed emarginazione, decretati dalla latitanza di tutte le amministrazioni succedutesi negli anni. E’ proprio il caso di fare un altro “bronx” a due passi dal primo o possiamo cominciare a pensare anche ad una forma di sviluppo razionale, a misura di essere umano, in equilibrio con l’ambiente, la natura, le aree produttive, i bisogni dell’infanzia e di ogni cittadino fermano? O dobbiamo sottostare sempre agli appetiti degli speculatori?
Il mio intervento sulla stampa del 22 gennaio scorso.
Sono un cittadino di Fermo, appena tornato dalla partecipatissima Assemblea cittadina di San Marco alle Paludi, indetta da don Vinicio Albanesi, dove gli Amministratori pubblici (Assessore Regionale Petrini, Presidente Massimo Rossi e Sindaco Di Ruscio) si sono confrontati con i cittadini.
Per i temi e per l’impostazione della serata, rimando ai riassunti della stampa locale (http://fm.ilquotidiano.it/articoli/2008/01/22/81777/la-valle-tradita-la-battaglia-di-don-vinicio-albanesi
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=D77D93D0895E92AC5DBDDE65DAC8A1DC )
Non sono intervenuto pubblicamente perché impreparato su questioni tecniche. Ma da cittadino con figli a carico mi chiedo quale sia l’ispirazione della giunta comunale nel pensare uno sviluppo del territorio fermano in termini di espansione quantitativa e non qualitativa.
Soprassiedo sulle tante considerazioni su cui in tanti ci siamo confrontati; dico solo che la “grandeur” della nostra Amministrazione Comunale mira (esplicitamente) a raddoppiare la popolazione, gli impianti produttivi, le case, i consumi, i centri commerciali. Come se aumentare di numero fosse un obiettivo che innalza la qualità della vita delle persone che vivono a Fermo. Certo, gli Amministratori dicono che vogliono salvare i posti di lavoro dei dipendenti della ex Sadam… Ma qui saltano fuori gli scopi non dichiarati: come mai non si riconverte un impianto già esistente, quello di Campiglione di Fermo?
Don Vinicio ha risposto in conferenza stampa: “da questa operazione c’è chi ci guadagna tre volte come la Sadam: 57 milioni di euro dall’Europa per aver chiuso lo zuccherificio. altri tanti milioni dalla vendita dell’area appetibile di Campiglione, ancora guadagni dalla centrale e dalla fabbrica di silicio (…)”
E infatti, se cliccate sul sito della proprietà della Sadam, la “Maccaferri”, scoprite che è un’immobiliare:
http://www.maccaferri.it/nqcontent.cfm?a_id=437
e se poi cliccate in quella pagina su “Real Estate” scoprite che l’area di Campiglione è destinata a riconversione immobiliare :
http://www.secire.it/nqcontent.cfm?a_id=812&tt=re_seci
Ciliegina sulla torta: la costruzione del motodromo è una scusa per costruirci attorno fabbricati pere 230mila metri cubi (avete letto bene: 230.000 mc). Da cittadino mi preoccupo moltissimo: lì vicino c’è una specie di ghetto nato dall’urbanizzazione selvaggia degli anni ‘70: si chiama Lido tre archi, rifugio di piccoli e grandi criminali, nonché luogo di degrado ed emarginazione, decretati dalla latitanza di tutte le amministrazioni succedutesi negli anni. E’ proprio il caso di fare un altro “bronx” a due passi dal primo o possiamo cominciare a pensare anche ad una forma di sviluppo razionale, a misura di essere umano, in equilibrio con l’ambiente, la natura, le aree produttive, i bisogni dell’infanzia e di ogni cittadino fermano? O dobbiamo sottostare sempre agli appetiti degli speculatori?